Brexit: prezzi case a Londra in calo del 7%, pesano anche le maggiori tasse

I prezzi delle case a Londra sono diminuiti a gennaio, mentre nel resto del Regno Unito continuano a crescere, anche se rallentano. Ma la Brexit c'entra poco, perché a pesare sono le tasse più alte sulle transazioni immobiliari.

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I prezzi delle case a Londra sono diminuiti a gennaio, mentre nel resto del Regno Unito continuano a crescere, anche se rallentano. Ma la Brexit c'entra poco, perché a pesare sono le tasse più alte sulle transazioni immobiliari.

Secondo Knight Frank, attivo nella consulenza immobiliare, i prezzi medi delle case a Londra sono diminuiti del 6,7% a gennaio su base annua, ma con punte del 14% in aree come Hide Park, del 13,3% a Chelsea, dell’11,9% a Kensington e del 9,8% a Notting Hill. E la conferma che il mercato immobiliare nel Regno Unito starebbe rallentando la corsa arriva da Halifax, secondo cui i valori delle case il mese scorso sarebbe sceso dello 0,9% rispetto a dicembre, anche se su base trimestrale si registra ancora una crescita del 5,7%, pur dimezzata dal +10% del marzo 2016.

E si sarebbe trattato del primo calo mensile dal mese di agosto, quando i prezzi delle case risultarono diminuiti dello 0,3%.

Sempre secondo Halifax, quest’anno la crescita dei valori immobiliari dovrebbe rallentare tra l’1% e il 4%, ma a Londra dovremmo assistere a un calo dei prezzi. A sostenere questi ultimi su base nazionale, spiega il rapporto, vi sono la carenza di offerta, le poche costruzioni e i bassi tassi di interesse, ma la crescita economica attesa più debole e il minore potere di acquisto delle famiglie dovrebbero rallentare i ritmi di crescita. (Leggi anche: Comprare casa a Londra conviene adesso)

Effetto Brexit o c’è altro?

Questi dati confermerebbero la sensazione che i prezzi delle case, specie a Londra, abbiano cambiato direzione, dopo avere raggiunto livelli record, in rapporto ai redditi medi delle famiglie. Un effetto Brexit, derivante dalle incertezze sullo status della City con il Regno Unito fuori dalla UE, che starebbe riavvicinando timidamente i valori tra capitale e resto del paese. Nel 2016, i valori immobiliari londinesi sono aumentati meno che nel resto del territorio nazionale per la prima volta dal 2008. (Leggi anche: Bolla immobiliare a Londra si sgonfia)

Attenti a parlare, però, di crisi del comparto. Lo scorso anno, i proprietari di prime case nel regno sono aumentati del 7% e ai massimi dalla crisi finanziaria del 2008, pur restando al di sotto del picco di 402.800 unità del 2006. E la Brexit potrebbe c’entrare poco con il ripiegamento delle quotazioni londinesi e il rallentamento nel resto del paese.

Tasse più alte sulle compravendite immobiliari

Alla fine del 2014, il governo ha aumentato l’imposta di registro sulle transazioni immobiliari, colpendo quelle dal valore superiore al milione di sterline, mentre nell’aprile dello scorso anno ha introdotto un’aliquota extra del 3% sugli acquisti di seconde case. Un esempio? Su una prima casa da 2 milioni di sterline, si pagano oggi 153.750 sterline di imposta di registro dai 100.000 del 2014, mentre il costo s’impenna ulteriormente sulle compravendite di maggiore valore.

La nuova normativa fiscale, penalizzante gli acquisti di immobili più costosi, concentrati nelle grandi realtà urbane come Londra, starebbe colpendo proprio il segmento medio-alto del mercato immobiliare, mentre ad oggi non pare che abbia depresso l’intero comparto, se è vero che le transazioni nel 2016 sono cresciute dello 0,4% a 1,2 milioni di unità. (Leggi anche: Londra, case mai così care)

 

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