Emergenza Brexit: spread vola, BCE pronta al peggio, vertice straordinario a Bruxelles

La Brexit scuote l'Europa. Ecco cosa accadrà nelle prossime ore.

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La Brexit scuote l'Europa. Ecco cosa accadrà nelle prossime ore.

Il risultato shock del referendum sulla Brexit nel Regno Unito apre scenari molto temuti alla vigilia, ma considerati poco probabili. E, invece, il 52% degli elettori recatisi a votare ha scelto di farlo contro la UE, dalla quale Londra si accinge a separarsi. Il processo non sarà né breve, né indolore e potrebbe richiedere un paio di anni di negoziato, il tempo necessario per concordare con Bruxelles lo status di cui i britannici godranno, che verosimilmente potrebbe somigliare a quello già goduto da Svizzera e Norvegia, paesi non appartenenti alla UE, ma che di fatto sono legati al nostro mercato comune.

In teoria, l’esito della consultazione non è vincolante per il governo, ma nessuno scommette un solo penny, che il Parlamento di Westminster non rispetterà la volontà popolare. D’altra parte, la Germania con il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, aveva avvertito pochi giorni fa che non sarebbe stato possibile per Londra usufruire dei benefici del mercato comune nel caso di Brexit. L’altro ieri, lo stesso presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, aveva minacciato che “fuori è fuori”, nel senso che chi esce non sarà più ritenuto in alcun modo un membro delle istituzioni comunitarie, con tutto ciò che comporta.

Mercato comune integro?

E’ molto probabile che si tratti di pura tattica pre-elettorale, un modo per disincentivare i britannici a giocare al rialzo. Tuttavia, adesso che succede di concreto? E’ stato indetto per le 10.30 di questa mattina un vertice di emergenza a Bruxelles, al quale parteciperanno il presidente della UE, Donald Tusk, quello della Commissione, Jean-Claude Juncker, dell’Europarlamento, Martin Schulz, e il presidente di turno, il premier olandese Mark Rutte.

L’ex premier finlandese Alexander Stubb ha definito in un tweet i risultati un “incubo”, mentre il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier ha parlato di “giorno triste per la Gran Bretagna e l’Europa”.

Voci su dimissioni Cameron

Secondo alcune indiscrezioni, il premier britannico David Cameron sarebbe sull’orlo delle dimissioni, ma dai deputati euro-scettici del suo partito è stata firmata una lettera (non da tutti), con la quale lo si invita a restare in carica. Di fatto, la vittoria dei “Leave” sta terremotando l’intera Europa, come dimostrano già tre richieste di referendum: due sono per l’uscita dalla UE e sono state avanzate in queste ore dal leader della destra euro-scettica olandese Geert Wilders e da quella francese, Marine Le Pen. E lo Sinn Fein ha richiesto un referendum sulla riunificazione tra le due Irlande, in considerazione del fatto che a votare per la Brexit sia stata solo l’Inghilterra.

A questo punto è altresì possibile che la Scozia chieda un secondo referendum indipendentista per decidere se restare nel Regno Unito, dopo averne perso uno nel settembre del 2014.

 

 

 

Eurozona verso nuova crisi economica?

Ma adesso le conseguenze a brevissimo termine si avranno sul piano economico-finanziario. L’incertezza sulle regole spingeranno con ogni probabilità i mercati a tenersi alla larga dalla City di Londra, ma anche dal resto d’Europa. Se non una nuova recessione, possiamo attenderci un rallentamento anche drastico della ripresa dell’economia nell’Eurozona, così come nel resto del Vecchio Continente.

A monitorare l’andamento della situazione c’è la BCE, che ha preparato già un piano di emergenza, i cui dettagli non sono noti. Grazie al “quantitative easing” e al suo potenziamento ulteriore, i titoli di stato e il comparto obbligazionario privato non dovrebbero risentire a livelli di allarme della crisi sui mercati, mentre diverso è il discorso per il comparto azionario, che si gioverebbe più indirettamente del QE.

Cambio euro-dollaro sprofonda

La contrazione del credito a imprese e famiglie nell’area potrebbe essere contrastata da nuove misure di accomodamento monetario, anche se la prima asta Tltro alle nuove condizioni ultra-favorevoli per le banche si è tenuta già questo mercoledì. Non escluso un nuovo taglio dei tassi, così come potrebbe tenersi un board straordinario della BCE.

Il cambio euro-dollaro sta perdendo in questi minuti il 3,64%, portandosi a 1,1006, il livello più basso da oltre 100 giorni a questa parte. Le borse europee sono attese in fortissimo calo in apertura; particolarmente colpiti sarebbero i titoli bancari, con Deutsche Bank e Commerzank a -14%. Lo spread BTp-Bund vola alle prime battute a 170 punti base, in rialzo di quasi 40 bp, sulla scadenza decennale. I rendimenti dei titoli tedeschi a 10 anni sono sprofondati al nuovo minimo storico, al -0,15%.

 

 

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