Brexit, May scontenta tutti con “nuovo” accordo: ecco come verrà sostituita presto

Accordo farsesco quello che Theresa May vorrebbe far votare al Parlamento sulla Brexit. Molto probabile che la premier sarà presto rimpiazzata da un successore alla guida dei Tories, ecco come.

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Accordo farsesco quello che Theresa May vorrebbe far votare al Parlamento sulla Brexit. Molto probabile che la premier sarà presto rimpiazzata da un successore alla guida dei Tories, ecco come.

Domani, i sudditi di Sua Maestà eleggeranno i loro 73 deputati all’Europarlamento, anche se i risultati verranno svelati solo domenica sera, quando si saranno chiusi i seggi in tutta l’Unione Europea. Non è nemmeno detto che gli eletti siederanno effettivamente a Strasburgo, qualora il Regno Unito fosse in grado di approvare un accordo sulla Brexit prima del 2 luglio, data dell’insediamento dei nuovi deputati.

E già questo dato sottolinea il clima farsesco che si respira a Londra in queste settimane, con una premier a cui la situazione è sfuggita di mano ormai da mesi e che si ostina a non compiere il tanto richiesto passo indietro. Eppure, saranno i fatti con ogni probabilità a costringerla alla resa già a giugno, subito dopo le elezioni europee, i cui risultati si preannunciano un disastro senza precedenti per i Tories al governo, ma anche per i laburisti all’opposizione.

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Stando agli ultimi sondaggi, il Brexit Party di Nigel Farage volerebbe al 37% nei consensi, seguito a lunga distanza dai Liberaldemocratici con il 19%, mentre al terzo posto vi sarebbe un testa a testa tra Labour (13%) e Verdi (12%), con i conservatori a scivolare al quinto posto con un miserrimo 7%. Gli elettori britannici stanno inviando segnali chiarissimi a Westminster: basta con i programmi annacquati da un lato e dall’altro; o è Brexit o è permanenza nella UE. A pagare lo scotto sono chiaramente destra e sinistra tradizionali, entrambe rimaste affossate nelle sabbie mobili delle trattative infinite con Bruxelles per negoziare l’uscita del Regno Unito dalla UE. Con questi numeri, Theresa May non potrà rimanere un solo minuto in più a Downing Street dopo che verranno scrutinate le schede.

La donna ha già promesso alla sua maggioranza, su pressione di un numero sempre maggiore di esponenti Tories,  che lascerà la carica prima del 31 ottobre, data ultima prevista dai restanti 27 capi di stato e di governo UE per raggiungere un accordo sulla Brexit. Non basta evidentemente a rasserenare gli animi dentro al suo partito, dove già l’ex sindaco di Londra e già ministro degli Esteri, Boris Johnson, popolare sostenitore della Brexit, ha annunciato che si candiderà per il posto della May.

La premier intende sottoporre al voto del Parlamento, dopo le tre bocciature sin qui rimediate, una sorta di piano in 10 punti, che concede ai laburisti che i deputati si esprimano anche sull’eventualità di un secondo referendum sulla Brexit, ma al contempo offre ai conservatori la soluzione di una unione doganale con la UE “a tempo”. Inutile dire che entrambi gli schieramenti non credano ai loro occhi e siano indirizzati a votare contro, affossando definitivamente il governo.

Come si diventa leader e premier

Ma di preciso, la May come verrà rimpiazzata alla guida dell’esecutivo UK? La consuetudine politica britannica vuole che il premier sia anche segretario del partito di maggioranza alla Camera. Una volta che quest’ultimo perde la leadership del partito, automaticamente verrà sostituito dal successore anche come premier. Nel caso del Partito Conservatore, una mozione di sfiducia venne presentata contro la May nel dicembre scorso, ma fu bocciata dalla maggioranza dei deputati. Stando alle regole dello statuto, la premier non potrebbe essere nuovamente sfidata fino a tutto quest’anno, anche se l’eccezionalità e la gravità della situazione indurranno a un accordo pacifico per un cambio di leadership in piena estate. Con quali modalità?

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In teoria, basta l’appoggio di due soli deputati Tories per candidarsi. Ufficializzate tutte le candidature, i deputati conservatori esprimeranno la loro preferenza a scrutinio segreto e l’ultimo arrivato esce dalla corsa. E così via, fino a quando non si arriverà a due soli candidati. A quel punto, a votare per il nuovo leader saranno tutti gli iscritti al Partito Conservatore, qualcosa presumibilmente come circa 120.000 persone. Chi vince, diventa anche premier.

Di solito, le votazioni si tengono di martedì e giovedì e possono durare anche diverse settimane, a seconda del numero dei candidati iniziali.

Tuttavia, probabile che i deputati si accordino tra loro per restringere sin da subito il cerchio a pochissime personalità eminenti del partito, così da accelerare l’elezione del nuovo leader. Nel frattempo, la May resta in carica come segretario e premier. Se tutto va bene e la sua leadership fosse contestata sin da subito dopo le elezioni europee, entro un mese da oggi potremmo conoscere il nome del nuovo premier britannico. Nel 2016, bastarono pochissime settimane per sostituire David Cameron con Theresa May.

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