Brexit, le condizioni dei laburisti non escludono un negoziato duro

La Brexit "hard" non è stata ancora evitata per la sentenza dell'Alta Corte. La confusione tra i laburisti conferma che il negoziato potrà essere duro con la UE.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Brexit

Smentiti in pochi giorni quanti avevano intravisto nella sentenza dell’Alta Corte di Londra sull’obbligo per il governo May di farsi autorizzare l’inizio delle trattative con la UE per l’uscita del Regno Unito un modo per evitare una “hard” Brexit. Certo, la decisione dei giudici britannici potrebbe anche spingere Downing Street a una posizione più conciliante con la Commissione europea, ma le ultime dichiarazioni degli esponenti laburisti del governo-ombra hanno rafforzato la convinzione che un negoziato duro con Bruxelles continua a restare un’ipotesi probabile. (Leggi anche: Sterlina in rimonta, ma ecco perché i mercati stanno toppando)

Laburisti non bloccheranno la Brexit

E’ accaduto, infatti, che il ministro-ombra della Cultura per il Partito Laburista, Tom Watson, abbia avvertito il premier Theresa May, che quando sarà costretta a chiedere al Parlamento l’autorizzazione per attivare la clausola dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, il suo gruppo chiederà all’esecutivo la protezione dei diritti dei lavoratori, la protezione delle imprese, l’assenza di dazi e il sostegno ai posti di lavoro, ma ha aggiunto che “in ogni caso, non bloccherà l’attivazione dell’art.50”.

Il leader laburista Jeremy Corbyn, già indiziato dai suoi stessi compagni di partito di essere stato un falso sostenitore della permanenza di Londra nelle istituzioni comunitarie, ha dichiarato al Sunday Mirror che qualora il governo May non rispettasse le linee rosse indicate dal suo gruppo, potrebbe votare contro l’attivazione delle procedure per la Brexit, nonostante abbia ribadito che i laburisti non intendono mettere in discussione il risultato del referendum. (Leggi anche: Regno Unito a rischio tensioni politiche con Corbyn leader labour)

Laburisti confusi, sterlina giù

Gran confusione a sinistra, quindi. Sarà forse anche per questo che i sondaggi danno il Labour a ben sedici punti di distanza dal Partito Conservatore, che pure è stato e resta dilaniato da tensioni interne proprio sul modo di gestire la Brexit. Complice il rafforzamento del dollaro, la sterlina sta cedendo in questi minuti lo 0,6%, arretrando a un cambio di 1,23875 contro il biglietto verde.

In effetti, il senso delle dichiarazioni di entrambi i leader laburisti (Watson è il vice-segretario) va nella direzione di non mettere in discussione né la Brexit in sé, né che questa possa attuarsi con un negoziato duro, il cui esito possa condurre l’economia britannica fuori dal mercato comune. Troppo presto i mercati hanno brindato alla sentenza dell’Alta Corte, contro la quale, peraltro, il governo ha annunciato ricorso. I colpi di scena saranno diversi e disseminati nell’arco di mesi e forse anni. (Leggi anche: Brexit: sterlina a 1,25 su Alta Corte, ma cosa cambia?)

 

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Argomenti: Brexit, Economie Europa