Brexit: fondi immobiliari UK “congelano” 30 miliardi, timori di crac

Fondi immobiliari a Londra sospendono le richieste di riscatto delle quote. Restano congelati 30 miliardi e si teme lo scoppio della bolla e l'ingresso dell'economia (non solo UK) in recessione.

di , pubblicato il
Fondi immobiliari a Londra sospendono le richieste di riscatto delle quote. Restano congelati 30 miliardi e si teme lo scoppio della bolla e l'ingresso dell'economia (non solo UK) in recessione.

Una delle conseguenze drammatiche sul piano finanziario della Brexit è la crisi dei fondi immobiliari nel Regno Unito. Sono saliti a 7 quelli che in questi giorni hanno bloccato le richieste di riscatto delle quote dei clienti, a causa dell’impossibilità di soddisfarle tutte. A prendere una simile decisione sono stati Standard Life Investments, Aviva, M&G Investments, Henderson Global Investors, Columbia Threadneedle Investments, Canada Life e Aberdeen.

Quest’ultimo ha annunciato di avere tagliato del 17% il valore del suo fondo da 3,9 miliardi di sterline e di avere bloccato per soltanto 24 ore a partire dalla mezzanotte di ieri le richieste di riscatto, al fine di consentire ai clienti di prendersi una pausa per riflettere meglio.

Riscatto quote fondi congelati, rischio panico

In tutto, risultano “congelati” 24,5 miliardi di sterline, corrispondenti a circa 30 miliardi di euro; sintomo del timore di un crollo del mercato immobiliare, che potrebbe assumere le sembianze di quello del 2007-2008, quando i valori delle proprietà crollarono complessivamente del 40%.

Da allora si era registrata una forte ripresa, specie nell’area di Londra, dove da tempo si parla apertamente di bolla immobiliare, alimentata sia dagli investimenti speculativi stranieri, sia dalla carenza di abitazioni nella capitale, rispetto all’elevata domanda.

 

 

 

Rischio crollo borse

A provocare la crisi del settore potrebbe essere la previsione dello spostamento di migliaia di sedi aziendali e di uffici da Londra, in particolare, verso la UE, a seguito della decisione del Regno Unito di staccarsi da Bruxelles. Di sicuro, l’incertezza relativa ai tempi e agli esiti del negoziato sulla Brexit non aiuta a puntare su questo mercato.

Tuttavia, l’indebolimento della sterlina potrebbe fungere da tonificante per gli acquisti da parte degli investitori stranieri, magari a fine speculativo, pavimentando i prezzi. In sé, che questi per una prima fase si sgonfino non sarebbe un male per i residenti britannici, visto che a Londra il rapporto tra i valori immobiliari medi e i redditi familiari è salito in prossimità dei massimi pre-crisi.

Ciò che preoccupa, però, è che una caduta vertiginosa dei prezzi possa scatenare una vera e propria recessione economica, che travalicherebbe i confini nazionali.

Non aiuta, poi, che migliaia di investitori non siano in grado di vendere le quote investite nei fondi, perché ciò scatena i timori di una crisi di liquidità sui mercati finanziari, che potrebbe trasformarsi presto in una vera fuga dalle borse, ampliando i crolli di queste prime settimane di Brexit.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,
>