Brexit, sterlina avanza con elezioni anticipate UK: ecco perché May spiazza tutti

Elezioni anticipate nel Regno Unito, Il governo May cerca un mandato popolare per una Brexit "hard". Le tensioni con la UE non potranno che aumentare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Elezioni anticipate nel Regno Unito, Il governo May cerca un mandato popolare per una Brexit

Elezioni anticipate all’8 giugno prossimo. Theresa May spiazza tutti e con un annuncio a sorpresa ha invitato il Parlamento di Westminster ad avallare la sua richiesta. Servirà una maggioranza dei due terzi per approvarla, ma il leader laburista Jeremy Corbyn ha già dichiarato di essere favorevole ad andare al voto anticipato, assecondando quanto secondo i sondaggi dovrebbe tradursi in un suicidio per il suo partito. Il Partito Conservatore, che oggi detiene appena la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, sarebbe avanti di 21 punti percentuali sui laburisti (44% contro 23%) e in grado, in teoria, di ampliare la sua presenza a Westminster. Non solo: un sondaggio realizzato da ORB segnala che il 55% dei cittadini britannici sosterrebbe la linea del governo sulla Brexit.

Ed è proprio la Brexit la causa scatenante del ritorno alle urne invocato dalla May: “A Westminster serve unione, mentre c’è discordia”, ha dichiarato il premier britannico. All’annuncio del discorso a sorpresa, programmato per le 11.15 di Londra, la sterlina aveva improvvisamente ceduto lo 0,3%, in attesa di conoscere i contenuti di quanto sarebbe stato comunicato, ma appena la May ha iniziato a parlare, il cambio contro il dollaro si è rafforzato e alle 12.47 ore italiane segnava +0,66% a 1,2649. (Leggi anche: Brexit, UE compatta su testo duro di Tusk)

Tensioni con UE su Brexit cresceranno

Qual è il senso di quanto sta accadendo dal punto di vista dei mercati, oltre che della politica? Il governo conservatore cerca un nuovo mandato dagli elettori per trattare sulla Brexit con la UE, secondo l’impostazione “hard”, che è stata sostenuta dal premier a fine settembre dello scorso anno. Il negoziato non sarà facile con Bruxelles, ma il rischio peggiore per la May è di trattare con i commissari, avendo dalla sua una maggioranza divisa, parte della quale vorrebbe che le relazioni commerciali con la UE restassero pressappoco intatte, mantenendo l’accesso per le imprese britanniche al mercato comune, anche a costo di cedere sul ripristino della sovranità nazionale relativamente al controllo delle frontiere.

Contrariamente alla sterlina, la Borsa di Londra perde l’1,60% a un’ora di distanza dall’inizio del discorso del premier, temendo evidentemente l’incertezza della fase elettorale. In ogni caso, se davvero i conservatori si accingessero a stra-vincere le elezioni britanniche, il senso che i mercati dovrebbero cogliere è quello di un irrigidimento delle posizioni di Londra verso il negoziato, ovvero un negoziato che si preannuncia abbastanza duro nei toni e nei contenuti, al netto delle rispettive “sceneggiate” a scopi tattici. Le tensioni tra Bruxelles e l’Oltremanica sembrano adesso destinate solo a crescere, indipendentemente da come andranno le elezioni in stati-chiave in Francia e Germania. (Leggi anche: L’indipendenza della Scozia sarebbe una pessima risposta alla Brexit)

 

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Argomenti: Brexit, Economie Europa, Politica Europa

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