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Brexit, per chi tifa Londra alle elezioni in Germania?

Il negoziato sulla Brexit partirà nei fatti dopo le elezioni in Germania. Ma cosa dovrebbero auspicare a Londra?

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di Giuseppe Timpone, publicato il
Il negoziato sulla Brexit partirà nei fatti dopo le elezioni in Germania. Ma cosa dovrebbero auspicare a Londra?

La premier Theresa May è uscita ridimensionata nei numeri e politicamente con le elezioni generali nel Regno Unito a giugno, avendo clamorosamente perso la maggioranza assoluta dei seggi, nonostante i sondaggi le assegnassero oltre 20 punti percentuali di vantaggio sui laburisti, quando chiese e ottenne lo scioglimento del Parlamento a maggio. Nonostante ciò, il capo del governo ha annunciato che sarà lei a ripresentarsi come leader dei Tories alle prossime elezioni, un’affermazione accolta dai media al limite di una burla divertente estiva. Per evitare incidenti di percorso a Westminster, l’esecutivo è riuscito a farsi approvare una mozione, con la quale si assegna il potere di gestire la transizione verso la Brexit alla cosiddetta “Committee of Selection”, la commissione incaricata di tramutare le leggi UE applicate oggi nel paese in norme nazionali, quando Londra avrà divorziato da Bruxelles.

Si tratta della EU Withdrawal Bill, passata con 320 voti a favore e 301 contrari. In commissione, i conservatori detengono la maggioranza, per cui sarà per loro più agevole gestire il passaggio verso la Brexit. Pare che già all’indomani delle elezioni, i Tories abbiano negoziato con gli unionisti irlandesi, con i quali oggi governano, proprio tale iniziativa, che consentirà loro di evitare possibili inciampi in seduta plenaria. (Leggi anche: Inizia il negoziato sulla Brexit e già Theresa May è un’anatra zoppa)

Come incide il voto in Germania sulla Brexit

Sul piano formale, le trattative sulla Brexit sono partite da poche settimane, ma su quello politico devono ancora decollare. Solo con le elezioni federali in Germania del 24 settembre prossimo, Londra avrà finalmente una controparte con cui parlare e che vada oltre i tecnici di Bruxelles, i quali spesso lasciano il tempo che trovano. Il negoziato sarà sì molto legato ai dettagli (accesso al libero mercato, contributo alla UE per gli obblighi di spesa già assunti, libera circolazione dei lavoratori UE, etc.), ma questi potranno sciogliersi solamente con un’intesa politica, appunto.

E la Germania è leader di fatto della UE, oltre che primo partner commerciale del Regno Unito, che con i tedeschi registra un deficit nel saldo tra import ed export di circa 50 miliardi di dollari all’anno. Cosa cambierebbe con il rinnovo al Bundestag, che dovrebbe assegnare alla cancelliera Angela Merkel un quarto mandato consecutivo? (Leggi anche: Germania al voto, ecco come Frau Merkel rafforzerà la leadership in Europa)

In teoria, un solo partito tedesco fa apertamente il tifo per Londra, tanto da essere stato benedetto da Nigel Farage, il leader dell’Ukip, che più di tutti si è battuto per la Brexit: gli euro-scettici dell’AfD. I sondaggi li danno intorno al 10% dei consensi, per cui dovrebbero entrare in Parlamento, anche se certamente non staranno in maggioranza, essendo stato esclusa dai due principali schieramenti ogni ricerca di alleanza con la loro formazione, tacciata di neonazismo. A Londra serviranno poco gli euro-scettici all’opposizione, ma resta da vedere se saranno in grado di conquistare sufficienti seggi da condizionare il dibattito a Berlino da destra.

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Argomenti: Brexit, Germania, Germania, Politica Europa

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