Brasile – Usa, venti di guerra valutaria. QE3 Fed un regalo a Obama?

Il Brasile non ha intenzione di subire le mosse Usa e passa al contrattacco minacciando nuove forme di tassazione se il real si apprezza eccessivamente

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il Brasile non ha intenzione di subire le mosse Usa e passa al contrattacco minacciando nuove forme di tassazione se il real si apprezza eccessivamente

Le mosse varate la scorsa settimana dalla Fed per cercare di rilanciare l’economia Usa non sono andate giù al Brasile, uno dei più promettenti paesi del panorama BRICS. Il paese sudamericano ha infatti preso ufficialmente posizione contro la decisione della Fed di procedere all’acquisto di 40 mld di dollari in titoli di stato Usa ogni mese. La mossa della Federal Reserve, salutata positivamente dai mercati e confermata dalla stessa BoJ che appena alcuni giorni fa ha varato una misura analoga, aveva già suscitato la durissima presa di posizione del celebre investitore elvetico Faber che a inizio settimana aveva parlato di scelta che avrebbe distrutto il mondo (Marc Faber, le mosse della Fed distruggeranno il mondo).  

Dollaro Usa Real Brasiliano: guerra a colpi bassi

Poca cosa in confronto alla dichiarazione di questa mattina del ministro della finanze brasiliano Guido Mantega che nel corso di una intervista ha affermato che il QE 3 avrà come unico effetto quello di aprire una guerra valutaria tra Brasile e Usa. La decisione della Fed di affrontare i problemi economici degli Usa stampando nuova carta infatti, provocherà un deprezzamento del dollaro e un apprezzamento del real brasiliano. Insomma per Mantega quella americana è la solita incosciente mossa con cui un paese in piena crisi proverà a favorire l’export mettendo i bastoni tra le ruote alle economie emergenti. L’analisi del responsabile economico del Brasile non si è però spinta alla semplice illustrazione degli effetti che saranno provocati dal QE 3. Il Brasile infatti, ha detto Mantega, non permetterà un eccessivo apprezzamento del real e metterà in cantiere tutte le misure adottate già nel passato tra cui la tassazione sui capitali a breve.  

Quantitative Easing 3: un regalo a Obama?

Intanto la mossa della Fed sta continuando a suscitare un vivace dibattito anche negli Usa. Smaltito l’iniziale entusiasmo, molti analisti infatti stanno iniziando a guardare il QE 3 da un altro punto di vista. Sono in molti infatti a chiedersi se la decisione della Federal Reserve non sia in realtà un regalo al presidente Obama che chiederà il rinnovo del mandato portando in eredità un tasso di disoccupazione superiore all’8%. Un livello, commentano in tanti, davvero troppo alto. La disputa sui favori di Bernanke a Obama è diventata pane per i denti dei Repubblicani che in più di una occasione hanno manifestato la loro contrarietà a ogni ipotesi che mettesse in relazione la ripresa dell’economia con lo stampa di nuova carta.

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Argomenti: Fed

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