Brasile: stime economiche sempre deboli, aspettando l’impeachment

In Brasile peggiorano le aspettative sul pil, mentre sull'inflazione sembra che vi sia una stabilizzazione, anche se a livelli superiori al target della banca centrale. Allarmante la crisi politica in atto, con il rischio "impeachment" in crescita.

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In Brasile peggiorano le aspettative sul pil, mentre sull'inflazione sembra che vi sia una stabilizzazione, anche se a livelli superiori al target della banca centrale. Allarmante la crisi politica in atto, con il rischio

Come ogni lunedì, la banca centrale in Brasile diffonde le stime sull’economia, basate sull’intervista di 100 istituzioni finanziarie. Scopriamo che al termine della settimana scorsa, il mercato si attendeva un calo del pil per l’anno in corso del 3,6%, in peggioramento dal 3,54% della settimana precedente, mentre per il 2017 prevede una risalita di appena lo 0,44% dal +0,50%. Si è trattato del nono peggioramento consecutivo atteso quest’anno. Nel 2015, il pil della principale economia sudamericana si è contratto del 3,8%. Se la recessione fosse confermata anche per l’anno in corso, sarebbe la prima volta dal 1948, anno di inizio delle rilevazioni, che il Brasile registra un calo della ricchezza per 2 anni di seguito, mentre per potenza, la crisi sarebbe la peggiore dal 1901.

Stime su inflazione Brasile si stabilizzano

Migliorano di qualche zero virgola, invece, le stime sull’inflazione, attesa per quest’anno al 7,43% dal 7,46% della settimana precedente. Ma all’inizio del 2016 era stimata ancora al 6,93%. Il dato risulta, in ogni caso, superiore al limite del 6,5% accettato dalla banca centrale. Stabili le stime per il 2017, quando la crescita dei prezzi dovrebbe attestarsi al 6%, all’interno del range-obiettivo del 2,5-6,5% della banca centrale. Per la fine dell’anno prossimo, poi, i tassi d’interesse sono attesi al 12,50%, in calo dal 14,25% attuale. Migliorano di poco anche le previsioni sul cambi tra real e dollaro, che viene adesso stimato a 4,20 contro 4,25 della settimana precedente a fine 2016, mentre per la fine del 2017 è atteso a 4,30 da 4,34. Resta il fatto, però, che il mercato stia scontando un ulteriore deprezzamento del real di quasi il 14% rispetto ai valori attuali entro il prossimo dicembre e del 15,8% da qui ai prossimi 21 mesi.      

Crisi politica sempre più senza ritorno

Ma le previsioni sull’economia brasiliana s’intrecciano fortemente con l’evolversi della crisi politica.

Il weekend è stato amaro per il governo della presidente Dilma Rousseff, che si è vista annullare il decreto di nomina a ministro dell’ex presidente Lula da parte di 2 giudici federali. Un ricorso da parte dell’interessato è stato già respinto e si preannuncia un ennesimo capitolo di scontro istituzionale, con l’esecutivo a fare appello alla Corte Suprema contro le decisioni dei magistrati. Questi ultimi ritengono che la nomina sia finalizzata solamente a sottrarre l’ex capo dello stato alla giustizia, essendo stato fermato all’inizio del mese per essere ascoltato su un presunto giro di mazzette, che lo avrebbe riguardato. La crisi politica di questi mesi è ormai sfuggita di mano alla Rousseff, incapace a contenere il dilagare delle proteste popolari di quanti ne chiedono le dimissioni, dopo il gigantesco scandalo di corruzione attorno alla compagnia petrolifera statale Petrobras, guidata dall’attuale capo dello stato proprio negli anni interessati dalle indagini, tra il 2003 e il 2010. Il presidente della Camera, Eduardo Cunha, anch’egli indagato, ha accelerato i tempi per fissare il primo voto sulla richiesta di impeachment di parte del Congresso, con le accuse di avere falsificato il bilancio del 2014, al fine di nascondere un “buco” nei conti pubblici, in vista delle elezioni presidenziali dell’ottobre di quell’anno. Si voterà entro aprile, mentre la pressione sulla presidente è ai massimi, affinché lasci il governo e apra la strada a nuove elezioni. Un sondaggio di Datafolha, quotidiano popolare di San Paolo, ha trovato che il 68% dei brasiliani vorrebbe che la Rousseff si dimettesse, giudicando molto negativo il suo operato.  

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