Brasile, sì all’impeachment per Rousseff e il real schizza ai massimi da agosto

Brasile: primo via libera all'impeachment contro la Rousseff e il cambio tra real e dollaro schizza ai massimi da 8 mesi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Brasile: primo via libera all'impeachment contro la Rousseff e il cambio tra real e dollaro schizza ai massimi da 8 mesi.

La commissione della Camera bassa in Brasile, composta da 65 membri, ha ieri sera votato con 38 sì e 27 no a favore della prosecuzione della procedura d’impeachment a carico della presidente Dilma Rousseff. L’esito è stato più avverso delle attese per il capo dello stato, il cui destino politico è adesso appeso alla votazione plenaria dei deputati, che dovrebbe avvenire entro il mese di aprile. Stando ai vari sondaggi, i favorevoli alla messa in stato d’accusa sarebbero alla Camera sopra i 290 e vicinissimi alla soglia dei 300, mentre i contrari restano in zona 120-130 deputati. Affinché l’iter abbia seguito, è necessario che sia approvato dai due terzi dei deputati, ovvero da 342 di loro. In quel caso, la parola passerebbe al Senato e la Rousseff sarebbe sospesa dall’incarico per un massimo di 6 mesi, al fine di preparare la difesa, cedendo nel frattempo i poteri al vice Michel Temer, centrista, ma anch’egli invischiato nelle stesse indagini a carico della prima. Rispetto alla settimana scorsa, sempre stando alle varie rilevazioni, il numero dei deputati favorevoli all’impeachment risulterebbe salito di 60-70 unità, un trend del tutto negativo per la Rousseff, perché si potrebbe arrivare a centrare l’obiettivo dei due terzi alla votazione di fine mese. Proprio l’ampio margine con cui la commissione ha ieri votato contro il capo dello stato lascerebbe ipotizzare uno spostamento di gruppi di deputati alla Camera verso il via libera all’impeachment. Qualora l’iter non dovesse arrestarsi, il Brasile potrebbe scivolare verso elezioni anticipate già in autunno, nonostante Temer abbia la possibilità per Costituzione di prendere il posto del capo dello stato attuale fino alla scadenza naturale del mandato, ovvero al 2018. Una prospettiva poco concreta, considerando il discredito di cui godono tutte le istituzioni del paese, compreso lo stesso vice-presidente, che stando a un sondaggio sarebbe avversato dal 58% dei brasiliani, che ne chiederebbero la testa (contro il 61% per la Rousseff). Dopo l’annuncio dell’esito del voto, il cambio tra real e dollaro si è portato a 3,4874, ovvero ai livelli più forti da 8 mesi per la divisa brasiliana. Dall’inizio dell’anno, i guadagni sono stati di oltre il 12%. Giù anche i rendimenti dei bond pubblici, anche se bisogna attendere la riapertura dei mercati di oggi per capire quanto gli investitori avessero già scontato un simile esito e lo scenario di uno scivolamento verso elezioni anticipate. I decennali rendono il 13,60%, 40 punti base in base da inizio mese, mentre i biennali scendono al 13,36%, -31 bp ad aprile.  

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Argomenti: Esteri, Politica