Brasile nella tempesta, ma i mercati salgono ai massimi da 7-8 mesi

Crisi politica in Brasile forse al culmine e i mercati risalgono ai massimi dall'estate scorsa. Il cambio ha guadagnato oltre l'11% quest'anno.

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Crisi politica in Brasile forse al culmine e i mercati risalgono ai massimi dall'estate scorsa. Il cambio ha guadagnato oltre l'11% quest'anno.

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha dichiarato ieri che non si dimetterà mai, nonostante la gravissima crisi politico-istituzionale in corso, in quanto assicura di non avere commesso alcun reato. Ma nel frattempo andrebbero avanti i preparativi per dare vita a un nuovo governo, guidato dal vice-presidente, Michel Temer, che si starebbe garantendo l’appoggio delle opposizioni, in modo da archiviare questa convulsa fase. Il Partito dei Lavoratori smentisce che ci sarebbe in progetto un piano per mandare a casa la Rousseff e l’ex presidente Lula da Silva, da poco nominato ministro tra le proteste del Congresso e popolari, ha anche incontrato nelle scorse ore il leader di Pmdb, alleato di governo, nel tentativo di convincerlo a restare in maggioranza.

Impeachment Rousseff più probabile

Tuttavia, Folha ha pubblicato la notizia, secondo la quale il Pmdb abbandonerebbe il governo il prossimo martedì, schierandosi con le opposizioni per l’impeachment del capo dello stato. E i mercati credono proprio a questa prospettiva, come dimostrano senza ombra di dubbio i movimenti delle ultime settimane. Ieri, il cambio tra real e dollaro ha chiuso ai massimi da 7 mesi a 3,5793, registrando un guadagno di oltre l’11% dall’inizio dell’anno, il più solido tra le principali valute del pianeta. I rendimenti dei titoli di stato a 10 anni sono scesi, invece, al 13,71%, il livello più basso da 7 mesi e mezzo, perdendo 278 punti base da inizio anno, così come quelli dei bond biennali sono scivolati ai minimi dal maggio 2015 al 13,35%, in calo di 322 bp nel 2016. Stesso discorso per la borsa, che risale ai massimi degli ultimi 8 mesi, guadagnando il 17,7% nel corso di quest’anno.      

Cambio real dollaro ai massimi da agosto

Il real sembra apprezzarsi anche in scia alle dichiarazioni del governatore della banca centrale, Alexandre Tombini, che al Senato ha giudicato sufficienti le riserve valutarie, pari a 374 miliardi di dollari, sostenendo che dovrebbero essere mantenute ai livelli attuali e sostanzialmente allontanando la prospettiva di un loro intaccamento da parte del governo a sostegno della crescita.

Solo un deciso rafforzamento del cambio potrebbe interrompere la spirale negativa, che negli ultimi 2 anni ha portato a un’esplosione dei prezzi, nonostante la stretta monetaria, che ha innalzato i tassi al 14,25%. L’impatto sull’inflazione dovrebbe essere visibile solo nei mesi, ma se l’inversione di tendenza sul mercato valutario sarà stabile, si mostrerà evidente. E ci sarebbero ulteriori margini per un apprezzamento del real, anche se dipende tutto dall’evoluzione della crisi politica. Per questo, gli investitori sperano che per la Rousseff sia arrivata la fine dei giochi.  

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