Brasile in recessione anche l’anno prossimo? Le previsioni cupe dei mercati

Il Brasile resterebbe in recessione anche l'anno prossimo. Sarebbe la prima volta dal 1948.

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Il Brasile resterebbe in recessione anche l'anno prossimo. Sarebbe la prima volta dal 1948.

Il Brasile dovrebbe restare in recessione anche nel 2016, dopo che quest’anno il pil si contrarrà del 2,01%. A dirlo sono gli analisti dei mercati finanziari, che stimano per il prossimo anno un nuovo calo del pil brasiliano dello 0,15%. Se la previsione fosse azzeccata, si tratterebbe della prima volta dall’inizio delle serie storiche ufficiali dell’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), ovvero dal 1948, che l’economia del paese registra una contrazione per 2 anni consecutivi. E la recessione sarebbe la più dura dal 1990, quando si è registrato un tonfo del 4,35%. Le attese sono il frutto delle previsioni di oltre 100 istituzioni finanziarie. Ovviamente, esse sono soggette ad errori, ma la storia degli anni recenti insegna che questi sono stati commessi sempre per eccesso. Per il 2012, si stimava una crescita del 4%, ma l’economia brasiliana si espanse dell’1,8%, meno della metà. L’anno seguente ci si attendeva un aumento del pil del 4%, ma il Brasile crebbe del 2,7%. E nel 2014, la previsione era del 2,5%, ma il pil ha segnato appena un +0,1%.   APPROFONDISCI – Il Brasile tra rischio rating e impeachment   Per non parlare dell’anno in corso, quando ci si attendeva una crescita dell’1,2%, mentre si avrà una contrazione di oltre il 2%. Insomma, pare che il mercato abbia nutrito aspettative molto più ottimistiche di quel che si è rivelata la realtà dei fatti, anche se è probabile che negli ultimi tempi gli investitori abbiano iniziato ad abbassare le loro stime, in scia al pessimismo sul futuro a breve della prima economia del Sud America. E ieri, l’ex presidente Fernando Henrique Cardoso, predecessore di Lula, ha invitato dalla sua pagina Facebook il capo dello stato in carica, Dilma Rousseff, a dimettersi o a dare una svolta alla crisi politica, che rischia altrimenti di portare allo sfaldamento del governo.   APPROFONDISCI – Il Brasile in piazza contro la Rousseff, travolta da tangentopoli e crisi economica   La Rousseff è stata travolta da un gigantesco scandalo di corruzione gravitante attorno a Petrobras, il colosso petrolifero statale, che fu da lei guidato fino al 2010, anno in cui venne eletta alla presidenza. La portata della tangentopoli in salsa carioca è così vasta che il governo non gode più della maggioranza, specie al Senato, dopo l’abbandono della coalizione da parte di 2 partiti di sinistra, che presto potrebbero essere seguiti da una formazione centrista, anch’essa verso il passaggio all’opposizione. La recessione sta amplificando la rabbia dei brasiliani per gli scandali, visto che la disoccupazione cresce, l’inflazione sfiora le 2 cifre e il real ha perso oltre un terzo del suo valore su base annua contro il dollaro. Oltre a cause di natura essenzialmente interna, la crisi è stata aggravata dal tracollo dei prezzi delle materie prime e dal rallentamento della crescita della Cina, economia con cui il Brasile, come il resto dell’America Latina, si è fortemente integrato negli ultimi anni.   APPROFONDISCI – Brasile nel caos, la presidente Rousseff sotto accusa anche sui conti pubblici    

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