Brasile: il Senato dice sì all’impeachment, via Rousseff e real ai massimi da luglio

Brasile, passa l'impeachment al Senato. I poteri sono temporaneamente trasferiti nelle mani del vice-presidente Michel Temer. I mercati dovrebbero riaprire raggianti.

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Brasile, passa l'impeachment al Senato. I poteri sono temporaneamente trasferiti nelle mani del vice-presidente Michel Temer. I mercati dovrebbero riaprire raggianti.

Il Senato brasiliano ha dato l’assenso con 55 voti a favore e 22 contrari alla procedura d’impeachment contro la presidente Dilma Rousseff, che viene così automaticamente sospesa dalla carica per un periodo massimo di sei mesi, quello necessario per difendersi nel processo. La richiesta era arrivata dalle opposizioni, ma è stata appoggiata nelle ultime settimane anche da pezzi della (ex?) maggioranza, in relazione alle accuse di falsificazione dei conti pubblici nel 2014, l’anno della rielezione. I giudici contabili ritengono, infatti, che il governo abbia coperto alcune misure di spesa con fondi attinti dai ricavi di banche e aziende statali, cosiddetta “pedalata fiscale”, una procedura che la Rousseff giudica ordinaria e utilizzata anche dai suoi predecessori.

Crisi Brasile alla base dell’impeachment

In realtà, il capo dello stato paga per i sospetti più o meno palesi sulla sua persona per un gigantesco giro di corruzione attorno alla compagnia petrolifera statale Petrobras, di cui la donna era a capo fino al 2010 e proprio negli anni delle mazzette consegnate da numerose società ai politici del suo partito per ottenere appalti. Infine, un ruolo decisivo nella vicenda la sta avendo anche la pesante recessione economica in corso da due anni e che viene considerata la più grave del paese dagli inizi del Novecento. La crisi ha sostanzialmente indebolito il sostegno popolare al governo, oggi ai minimi dal ritorno alla democrazia nel 1985.

Impeachment Brasile, cosa cambia

I poteri verranno trasferiti temporaneamente al vice-presidente Michel Temer, centrista, il quale potrebbe sin da subito cambiare l’intera squadra economica al governo e sostituire il governatore centrale, segnalando al mercato di essere più attento alle ragioni di chi investe.

Tuttavia, aldilà delle procedure, non appare molto probabile né che la Rousseff torni alla presidenza allo scadere dei sei mesi, né che Temer termini eventualmente il mandato fino alla scadenza naturale del 2018. I sondaggi indicano che la popolazione chiede a stragrande maggioranza nuove elezioni, che probabilmente potrebbero tenersi o alla fine di quest’anno o all’inizio dell’anno prossimo. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]#Impeachment in Brasile, #Rousseff tornerà mai alla presidenza?[/tweet_box]      

Bond Brasile ai massimi da un anno

Ciò che appare certo è che i mercati festeggeranno alla riapertura, come dimostra già la discesa del tasso di cambio tra real e dollaro ai minimi dal luglio del 2015 a 3,4474. Dall’inizio dell’anno si è rafforzato di oltre il 13%. Bene anche i rendimenti sovrani, che per la scadenza a 10 anni sono scesi ai livelli più bassi da un anno al 12,40%, segnando un calo di 409 punti base dall’inizio dell’anno, mentre per quella a due anni si attestano ai minimi da 15 mesi al 12,715%, in calo di 382 bp quest’anno. Molto bene anche la Borsa di San Paolo, che nel corso del 2016 ha già guadagnato quasi il 22%.  

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