Brasile: boom in borsa ed è super-real, bond ai massimi da oltre 2 anni

I mercati in Brasile sono in rally, grazie all'agenda riformatrice del nuovo governo post-impeachment. Il real sale ai massimi da 15 mesi contro il dollaro e i rendimenti dei bond crollano ai minimi da oltre 2 anni.

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I mercati in Brasile sono in rally, grazie all'agenda riformatrice del nuovo governo post-impeachment. Il real sale ai massimi da 15 mesi contro il dollaro e i rendimenti dei bond crollano ai minimi da oltre 2 anni.

Cambio del real sempre più super, boom della borsa e corsa ai bond. Parliamo del Brasile, la prima economia latino-americana, che solo qualche mese fa sembrava l’appestata del mondo, ma che oggi, nonostante le forti difficoltà sul piano politico ed economico, sta riemergendo dalla crisi dell’ultimo biennio, durante la quale il numero dei disoccupati è salito a 12 milioni di unità.

La scorsa settimana, il governatore della banca centrale, Ilan Goldfajn, ha tagliato di 25 punti base al 14% i tassi di riferimento (Selic), dando inizio al primo allentamento monetario in America Latina, quando la mossa sembrava impensabile solo fino a qualche mese fa, prima che il paese fosse scosso dall’impeachment, che ha portato all’allontanamento dalla presidenza di Dilma Rousseff, sostituita in corsa dal vice Michel Temer, ora a capo di una coalizione centrista. (Leggi anche: Crisi Brasile: impeachment scontato, mercati in rally)

Il mini-taglio dei tassi è stato possibile per il rallentamento dell’inflazione, che a settembre è stata dell’8,48% tendenziale, oltre un paio di punti in meno rispetto ai livelli di inizio anno. La decelerazione ancora non è significativa, specie se si considera che il cambio tra real e dollaro ha guadagnato quest’anno il 22%, portandosi ai massimi da 15 mesi.

Il nuovo governatore è attento all’inflazione

A differenza di pochi mesi fa, però, il quadro economico sembra mutato, per quanto molto complicato. Gli analisti intervistati ogni settimana dalla banca centrale hanno iniziato a scontare un miglioramento delle prospettive, quando fino alla primavera scorsa dominava il pessimismo più assoluto. Adesso, stimano mediamente una crescita del pil dell’1,3% per l’anno prossimo, anche se quest’anno vi sarà un arretramento del 3,2%.

Ieri, la pubblicazione dei verbali sull’ultima riunione dell’istituto ha spinto il real fino a un massimo intraday di 3,1158 contro il biglietto verde. E’ emerso, infatti, che Goldfajn non ha intenzione di attuare un allentamento eccessivo della politica monetaria, puntando a monitorare più l’andamento dei prezzi.

 

 

 

Bond brasiliani in rally

Sempre ieri, in seconda battuta, la Camera bassa ha approvato la proposta di riforma costituzionale del governo, che vincola per 20 anni a un aumento della spesa pubblica nei limiti del tasso d’inflazione, ovvero non ci potranno essere incrementi reali.

Non è poco per un paese con un deficit esploso al 10% del pil e che all’inizio dell’anno è arrivato a pagare mediamente per rifinanziare il suo debito intorno al 15%. (Leggi anche: Crisi Brasile, riforma Costituzione per frenare spesa pubblica)

I rendimenti sovrani si sono di molto ridotti lungo l’intera curva delle scadenze, negli ultimi mesi. Adesso, i decennali si attestano all’11% contro il 16,5% di inizio anno e i biennali all’11,6%, giù anch’essi dal 16,5%. Si tratta dei livelli più bassi da oltre due anni in entrambi i casi, segno che la crisi stia allentando la presa e la fiducia ritrovata sui mercati stia pagando.

Il governo Temer prepara difficili riforme

Il governo è impegnato nel varo di riforme, da presentare nei prossimi mesi, ma che si annunciano tutt’altro che facili da far passare al Congresso. Una di queste riguarda le pensioni. Ad oggi, i brasiliani maschi possono andare con l’assegno pieno dopo aver maturato 35 anni di contributi, le donne dopo 30 anni. Il presidente Temer vorrebbe imporre anche un limite minimo di età intorno ai 65 anni, altrimenti le stime prevedono che la spesa previdenziale esploderebbe dal 9% del pil attuale al 19,5% del 2040, a causa dell’invecchiamento atteso della popolazione.

Gli investitori stanno dando molto credito al nuovo governo, che ad oggi non starebbe deludendo, mostrandosi attivo sul fronte delle riforme. E la Borsa di San Paolo guadagna il 46% quest’anno, una percentuale che diventa ancora notevole, se si considera l’effetto cambio. Le azioni in dollari, infatti, valgono oggi mediamente il 68% in più dell’1 gennaio scorso. (Leggi anche: Crisi Brasile, crescita attesa nel 2017)

 

 

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