Botti di capodanno 2017: giusto vietarli? Business da 70 milioni

I botti di Capodanno, vietati in 1.000 comuni italiani, sono un business da circa 70 milioni di euro all'anno, senza tenere conto di quelli illegali.

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I botti di Capodanno, vietati in 1.000 comuni italiani, sono un business da circa 70 milioni di euro all'anno, senza tenere conto di quelli illegali.

Immancabile con l’arrivo del Capodanno torna la polemica ormai annosa sul divieto dei botti, che quest’anno è stato predisposto da un migliaio di ordinanze comunali in Italia. Il caso più eclatante ha riguardato Roma, dove il sindaco Virginia Raggi aveva disposto il divieto di usare materiale pirotecnico a distanza inferiore ai 200 metri dalle abitazioni sin da domani e fino a tutto l’1 gennaio, ma se l’è visto bocciare dal Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso delle associazioni imprenditoriali del settore, ritenendo che non vi sarebbero gli estremi per un’ordinanza urgente e che così si potrebbero incentivare i fuochi illegali, quelli più rischiosi per l’incolumità delle persone e delle cose.

In effetti, il divieto di sparare i botti a Capodanno, sanzionato con multe fino ai 500 euro, potrebbe portare a un rafforzamento della già ampia area dell’illegalità in questo settore, che ogni anno fattura 100 milioni di euro, di cui i due terzi concentrati proprio a cavallo tra il nuovo e il vecchio anno. (Leggi anche: Quali multe si rischiano a Capodanno: tra botti e alcool un 31 dicembre costoso)

Tradizione fochista secolare in Italia

Nella sola città di Napoli, ad esempio, si stima in 25-30 milioni di euro il valore dei botti illegali sparati a Capodanno, quando nell’intera Lombardia non si va oltre ai 9 milioni di euro (legali) nel corso di tutto l’anno. Il giro d’affari illegale complessivo potrebbe essere pari a quello formale sul territorio nazionale, dove operano 900 aziende, di cui 550 al Sud, che occupano 1.700 lavoratori.

Gli amanti degli spettacoli pirotecnici in Italia sarebbero 6 milioni, ma a Capodanno raggiunto numeri ben più elevati.

E quella dei “fochisti” è una lunga tradizione del nostro paese, anche se in termini di business ci siamo fatti superare dalla Germania, dove una sola azienda, la Weco, fattura quanto tutto il settore nostrano. (Leggi anche: Stangata di Capodanno: quanto ha influito l’aumento dei carburanti?)

 

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