Borsa americana in forte risalita, c’entrano il ‘disastro’ in Iowa e Trump

Wall Street in rialzo, malgrado i timori internazionali legati al Coronavirus. A trainare i listini della borsa americani è sempre Trump, che può sorridere dopo il "disastro" delle primarie democratiche in Iowa.

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Wall Street in rialzo, malgrado i timori internazionali legati al Coronavirus. A trainare i listini della borsa americani è sempre Trump, che può sorridere dopo il

L’indice Dow Jones è salito ieri dell’1,44%, portando al 2% i guadagni delle prime due sedute settimanali. Nulla di anomalo, se non fosse che questi rialzi stiano avvenendo nel corso di tensioni internazionali abbastanza forti e legate nelle ultime settimane al Coronavirus, con l’economia cinese a subire un duro impatto e a trascinare i listini azionari di tutto il mondo verso il basso sui timori degli investitori per un contraccolpo per l’intera economia mondiale, passando per le materie prime e la produzione di beni di centinaia di multinazionali attive in Cina. In realtà, la stessa America risulta a rischio contagio, se è vero che lo stesso Dow Jones ha ripiegato di quasi il 2% dal suo massimo storico toccato il 17 gennaio. Tuttavia, l’umore a Wall Street sembra essere mutato da qualche giorno. Perché?

Nome e cognome di questa dose di ottimismo sono Donald Trump. Sì, sempre lui. Ieri, ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione all’insegna della rivendicazione dei successi in campo economico. E non poteva essere altrimenti, essendo questo l’anno delle elezioni presidenziali. “Il meglio deve ancora venire”, ha spiegato, fornendo dati esaltanti sui 12.000 miliardi di maggiore ricchezza finanziaria sotto la sua presidenza – un record assoluto – e inorgogliendosi per avere creato più posti di lavoro del suo predecessore Barack Obama, le cui politiche economiche sono state definite “fallimentari”.

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Il disastro Iowa per i dem

I mercati si aspettavano proprio questo tipo di discorso, che è arrivato nei giorni clou del processo al Senato sull’impeachment. I democratici puntano a cacciarlo dalla Casa Bianca con la condanna per abuso di potere sul caso Ucraina, ma i sondaggi non solo non sorridono loro, anzi la popolarità di Trump sarebbe alle stelle.

Ed entro domani, il Senato a maggioranza repubblicana boccerà la richiesta degli avversari, ponendo fine a quello che a molti analisti politici è obiettivamente sembrato un processo farsesco, un uso improprio dell’istituto dell’impeachment per cercare di battere un avversario.

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E ieri è stata una giornata importante per i democratici, che hanno iniziato le loro elezioni primarie per scegliere il candidato da contrapporre al presidente per sperare di tornare alla Casa Bianca. Ha votato il piccolo stato del midwest, l’Iowa. Avrebbe dovuto rappresentare un inizio promettente, ma non esiste un solo commentatore che non abbia definito “un disastro” quant’è avvenuto. I risultati elettorali sono stati pubblicati (parzialmente) con quasi un giorno di ritardo, a causa del flop del voto elettronico utilizzato per l’occasione. La società che avrebbe dovuto assicurare la trasparenza e il corretto conteggio delle schede non è stata in grado di farlo e si è reso necessario il conteggio manuale.

Dopo che gli elettori dem avevano votato, diversi candidati si erano dichiarati vincitori, specie Bernie Sanders, il socialista del Vermont, i cui sostenitori lamentano adesso che il rinvio della pubblicazione dei risultati sarebbe stato frutto di un complotto per impedirgli la vittoria. E stamattina sono arrivati i dati dei due terzi dello spoglio: prevale Pete Buttgieg con il 26,9%, mentre Sanders si è fermato al 25,1%. Completa il podio Elisabeth Warren con il 18,3%, mentre Joe Biden è al 15,6%, nonostante sia stato dipinto dai democratici come un martire sul caso che ha portato alla richiesta di impeachment per Trump.

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Il caos in Iowa ha fatto emergere un Partito Democratico al suo interno molto diviso e, soprattutto, agevolerebbe la rielezione di Trump. Almeno è quanto credono e sperano i mercati. Del resto, quando nei confronti televisivi il candidato dem accuserà il repubblicano di incompetenza, questi avrebbe servita su un piatto d’argento la risposta, come ieri con un post su Facebook, quando ha spiegato che in Iowa è accaduto quello che accade sempre quando governano i democratici, cioè che non funzioni niente.

E, intanto, gli investitori cercano forse anche di capire l’entità e la tipologia del taglio delle tasse per la classe media promesso dal tycoon a partire dai prossimi mesi.

I dati macro segnalano che l’economia americana non accenna a rallentare a ritmi da impensierire per un possibile scivolamento verso la recessione nel breve periodo, quando sono passati quasi 11 anni dall’uscita della crisi. Il mercato del lavoro resta in piena occupazione con un tasso di disoccupazione in area 3,5%, i consumi delle famiglie sostengono il pil e l’inflazione non rialza la testa al punto da rendere obbligato un nuovo ciclo monetario restrittivo.

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