Turismo in Italia, crisi in cifre

Il turismo italiano va peggio di quanto pensiamo. Ecco le cifre allarmanti sul numero di presenze e sulla spesa dei visitatori.

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Il turismo italiano va peggio di quanto pensiamo. Ecco le cifre allarmanti sul numero di presenze e sulla spesa dei visitatori.

Secondo il World Tourism Organizatio (UNWTO), nel 1995 vi erano 530 milioni di turisti nel mondo, ma adesso risultano raddoppiati al ritmo di oltre 1,1 miliardo all’anno. E stando alle sue stime, entro il 2030 dovrebbero arrivare a quota 1,8 miliardi. Dunque, il settore del turismo cresce a ritmi superiori al resto dell’economia mondiale, lasciando intravedere una tendenziale maggiore incidenza sulla formazione del pil, grazie alla maggiore mobilità delle persone rispetto anche solo a pochi anni fa.

E nel 2015, il contributo del turismo all’economia del globo è stato calcolato in 7.170 miliardi di dollari, ovvero a oltre il 10% del pil mondiale, di cui 2.230 miliardi provenienti direttamente dal settore. E contrariamente all’immaginario collettivo, i primi per spesa assoluta nel turismo al mondo sono stati i cinesi con 165 miliardi, seguiti dagli americani con 112 e dai tedeschi con 92. (Leggi anche: Turismo e tutela viaggiatori, cosa cambia dal 2016?)

L’Italia assente dalla top 10

Ma passiamo adesso alla classifica delle città più visitate al mondo, tenendo conto dei dati relativi ad almeno un giorno di pernottamento, forniti da MasterCard’s Global Destination Cities Index. Qui, le sorprese non mancano, a partire proprio dal vertice. Già, perché se nel 2014 era Londra a detenere il primato con 18,82 milioni di visitatori, nel 2016 viene scavalcata da Bangkok, dove lo scorso anno sono arrivati 21,47 milioni di turisti, anche se a Londra, forse complice la sterlina debole, sono anche cresciuti a 19,88 milioni. Molto bene anche Parigi con 18,03 milioni, nonostante la paura per gli attentati terroristici del 2015. (Leggi anche: Il terrore nel cuore dell’Europa minaccia il turismo)

Scorrendo la classifica, al quarto posto troviamo Dubai con 15,27 milioni, al quinto New York con 12,75 milioni. Per trovare una città italiana, dobbiamo leggere molto più giù, arrivando alla quattordicesima posizione.

E, attenzione, non parliamo di Roma, bensì di Milano, che con 7,65 milioni di visitatori batte la Capitale, ferma a 7,12 milioni.

 

 

 

 

Milano e Roma assenti anche dalla top 20 sulla spesa

Da notare, come entrambe le città italiane avrebbero registrato un aumento di turisti nel corso del 2016 rispetto all’anno precedente, quando probabilmente i numeri erano stati sospinti dall’effetto Expo, avanzando da 7,51 e 6,95 milioni rispettivamente. (Leggi anche: Investire nel turismo in Italia conviene?)

Un’altra sorpresa negativa, oltre al non comparire nemmeno nella top ten, deriva dalla spesa effettuata dai turisti: qui, l’Italia non risulta pervenuta per le prime 20 posizioni, dove figurano tutte le dirette capitali concorrenti sul piano del turismo. La classifica è guidata da Dubai con 31,3 miliardi di entrate, seguita dai 19,76 di Londra e i 18,52 di New York. Bangkok, che pure è stata prima in termini di visitatori, scivola al quarto posto con 14,84 miliardi.

Nessuna italiana tra le maggiori destinazioni in crescita

Quanto alle altre destinazioni europee, troviamo Parigi con 12,88 miliardi, Barcellona con 9,3, Madrid con 8,02, Istanbul con 7,5 e persino Berlino con 5 milioni a chiudere alla posizione 20. Evidentemente, un visitatore medio in città come Milano (4,6 miliardi) e Roma (4,5 miliardi) non spenderebbe nemmeno 700 euro, rivelandoci che da noi avrebbe attecchito un turismo “povero”. (Leggi anche: Vacanze in Italia troppo care, e se ci salvasse l’odiata deflazione?)

E l’UNWTO prevede che da qui al 2030 ad avvantaggiarsi maggiormente della crescita dei flussi turistici sia il Nord-Est asiatico, dove sono attese le presenze più alte. Quanto, invece, alle destinazioni europee ad avere registrato la maggiore crescita di turisti nel 2016 rispetto ai livelli del 2009, altra brutta sorpresa per l’Italia, che pur partendo da numeri elevati, non figura in alcuna delle prime 10 posizioni: si va dal +8,7% di Amburgo al +8% di Berlino, passando per il +7,2% di Duesseldorf (avete letto bene!), ma spiccano anche il +7,7% di Copenaghen, il +7,4% di Lisbona e il +6,7% di Barcellona.

 

 

 

 

Il turismo in Italia arranca

Infine, anche sui volumi di spesa giungono brutte notizie per l’Italia.

Milano e Roma registrano nel 2016 un calo e insieme a loro vi sono state solo Parigi e Istanbul, ovvero le due città colpite dall’allarme terrorismo. Tutte le altre destinazioni europee maggiori hanno, invece, segnalato un aumento della spesa dei turisti, con il +7,4% di Londra, seguito dal +4,8% di Vienna. Insomma, l’Italia avrebbe diversi spunti per porsi più di una domanda su cosa non stia andando per il suo turismo, che dovrebbe essere la forza trainante della sua economia, quando, invece, arranca. (Leggi anche: La strage di Istanbul accelera la crisi del turismo)

 

 

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