Boom shopping online: alcuni miti da sfatare su negozi fisici ed e-commerce

Dopo il lockdown lo shopping online è cresciuto molto anche nel nostro paese.

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Dopo il lockdown lo shopping online è cresciuto molto anche nel nostro paese.

La pandemia da coronavirus e la chiusure hanno dato una forte accelerata all’acquisto su internet. Il settore dell’e-commerce, grazie al lockdown, ha fatto un enorme balzo in avanti ma alcuni miti che riguardano lo shopping online e quello nei negozi fisici andrebbero comunque rivisti.

Alcuni miti da sfatare sugli acquisti online

Come scrive Business Insider, che riporta le parole di Gianluca Carrera di Dunnhumby, l’ecommerce è sicuramente la chiave per aumentare il numero degli acquirenti che poi si recano anche nei negozi fisici. Non è vero, dunque, che i negozi online uccidono, per così dire quelli fisici. Un altro mito da sfatare è quello secondo cui sul web si cercano solo offerte ossia che chi compra cibo online vuole trovare il prezzo migliore.

A tal proposito, Carrera ha specificato che: La cosa più importante secondo l’azienda è la dimensione del carrello della spesa, che di solito è quattro volte più grande online che in un negozio fisico. In generale, i negozi online presentano un’ottima offerta e ricevono i consumatori con una capacità di spesa leggermente maggiore”.

Nonostante tutto in Italia per i prodotti freschi si usa ancora il negozio fisico

Un’altra mezza verità è relativa agli acquisti online di cibo fresco che sarà sempre minore rispetto all’acquisto nei negozi fisici questo perché chi compra vuole toccare e odorare i prodotti con mano. In realtà, dai dati emerge che chi acquista online spesso compra anche cibi freschi, si parla del 48% delle vendite globali.

Il nostro paese rimane comunque tra quelli che fanno maggiore affidamento sui negozi fisici e sul formato convenienza, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di prodotti freschi.

Non è vero, poi che chi acquista online è esperto di tecnologia o fa parte della categoria dei millennial. Secondo Carrera, il gruppo predominante di consumatori ha più di 40 anni seguito dal gruppo di persone che hanno più di 50 anni.

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