Boom dei depositi in banca e l’inflazione negativa ci “regala” 3,3 miliardi

In forte crescita i risparmi delle famiglie nel corso del 2020, trainati dai "lockdown" anti-Covid. Buone notizie per il potere di acquisto.

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Boom dei depositi in banca degli italiani

Il salvadanaio delle famiglie italiane scoppia di salute. Sembra irriverente anche solo che lo si pensi in un periodo così brutto per l’economia e il mercato del lavoro, eppure è così. Quest’anno, i depositi bancari nel nostro Paese sono cresciuti di 140 miliardi di euro. Tutto questo, mentre il PIL dovrebbe sfiorare il -10% quest’anno, cioè retrocedere in termini nominali di non almeno 160-170 miliardi. Alla fine di ottobre, infatti, i depositi risultavano saliti a circa 1.715 miliardi, segnando + 22,3 miliardi in un solo mese e ben +149,3 miliardi in un anno (+9,5%).

Non siamo di fronte ad alcun paradosso, bensì a un fenomeno che sta riguardando grosso mondo tutto il pianeta. I “lockdown” imposti dai governi per frenare i contagi da Covid-19 hanno ridotto la mobilità e costretto le famiglie a restare chiusi in casa o a spostarsi per lunghi periodi dell’anno solo per le strette necessità, come andare a lavorare, fare la spesa e recarsi in farmacia o in un ospedale. Di conseguenza, i consumi sono collassati un po’ ovunque, più di quanto non abbiano fatto i redditi stessi.

In un certo senso, diremmo che sia cresciuto e probabilmente continuerà a crescere fino al definitivo cessato allarme sanitario i risparmi “cattivi”, quelli che sono il frutto non di un miglioramento delle condizioni economiche, bensì della paura e, come in questo caso, dell’impossibilità pratica di spendere. Ad ogni modo, quando questa crisi finirà, le famiglie disporranno di abbondante liquidità da impiegare per fare ripartire i consumi. Non è detto che accada, almeno non in misura marcata, perché molte dovranno fare i conti con la perdita del posto di lavoro e le incertezze sul futuro.

Ricordiamoci che il divieto di licenziare sarà in vigore fino al prossimo 31 marzo.

I risparmi presso le banche italiane saranno a rischio con la crisi economica?

L’inflazione negativa stavolta ci aiuta

In genere, siamo bombardati da giornali ed esperti finanziari che ci spiegano che “parcheggiare” il denaro in banca non sia una buona cosa. Non solo non si coglierebbero così le opportunità di guadagno offerte da diversi strumenti finanziari anche semplici, come gli investimenti obbligazionari, ma si perderebbero quattrini per il solo effetto inflazione. La crescita dei prezzi comporta la perdita del potere di acquisto. Se deposito in banca 1.000 euro e li lascio lì per 10 anni e nel frattempo l’inflazione si è attestata alla media annua dell’1,50%, avrò perso nel complesso il 16%. In altre parole, quando ritirerò dopo un decennio i 1.000 euro a zero interessi, dati i tempi, questi varranno quanto circa 862 euro oggi. Per dire, se comprassi anche solo titoli di stato con rendimento netto attualmente in area 0,45%, mi ritroverei 45 euro in più, pur insufficienti a compensare l’inflazione cumulata nel periodo.

Ma almeno da questo punto di vista per quest’anno abbiamo buone notizie. I prezzi al consumo non solo non stanno salendo, ma nei primi 11 mesi dell’anno si sono mediamente contratti dello 0,2%. Il potere di acquisto delle famiglie, quindi, sta aumentando. Si tratta di un fenomeno di breve periodo, associato proprio alla crisi e al crollo dei consumi, in particolare. Ad ogni modo, esso tende ad accrescere il valore dei nostri risparmi. Considerando che in media quest’anno i depositi bancari sono stati di quasi 1.638 miliardi, grazie all’inflazione negativa essi hanno recuperato complessivamente 3,3 miliardi di potere di acquisto, lo 0,2% del PIL del 2019. Attenzione, perché bisogna mettere in conto l’imposta di bollo da 34,20 euro sulle giacenze superiori ai 5.000 euro per i conti correnti (100 euro per le partite IVA e società giuridiche) e dello 0,20% sui conti deposito. E poi ci sono i canoni bancari, una mazzata non indifferente in molti casi. In sintesi, se è andata bene siamo riusciti a non intaccare almeno per quest’anno il valore dei nostri risparmi.

Meglio di niente, direte. Senonché, i mercati finanziari hanno corso pure tanto, forse troppo. E anche investendo in titoli sicuri come i BTp avremmo portato a casa il 20-30% netto.

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