Boom acquisti online ma il settore viaggi e turismo rischia il crollo

Calano gli acquisti legati al settore dei viaggi e turismo per colpa del covid.

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Nonostante il boom degli acquisti online durante la pandemia, causati soprattutto dalla chiusura forzata in casa, a livello generale si parla di leggero calo del -3%. La causa di questo dato va sicuramente cercata nel crollo degli spostamenti per viaggi e turismo.

Il boom degli acquisti online

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano, gli acquisti di prodotti per il 2020 è arrivato a quota 23,4 miliardi di euro, di contro, però, sono calati gli acquisti di servizi legati ai trasporti a causa del blocco dei viaggi e turismo. Secondo Alessandro Meneghino, responsabile scientifico degli Osservatori Digitali: 

 

 “Da un lato la chiusura delle frontiere, le forti limitazioni alla mobilità e il divieto di assembramento hanno colpito pesantemente l’ambito dei servizi (Turismo/Trasporti e Ticketing per eventi in primis) e ne hanno penalizzato fortemente le vendite, indipendentemente dal canale. Dall’altro lato la pandemia ha avvicinato all’eCommerce di prodotto tanti nuovi utenti e ha agito positivamente sulla frequenza di spesa dei web shopper già acquisiti. Nel 2020 il valore degli acquisti online di prodotto nel mondo dovrebbe raggiungere i 2.600 miliardi di euro (+16% circa rispetto al 2019)”.

Dove sono aumentati di più gli acquisti

Mentre sono aumentati gli acquisti legati al settore Food and Grocery, così come i prodotti di elettronica di consumo e abbigliamento, tra i comparti emergenti risultano anche il settore arredamento e Home living così come il settore Beauty and Pharma, Giochi e Ricambi d’auto. Male i dati legati al turismo con un calo del 56% così come il settore ticketing, che ha subito un meno 30%. 

 

Il settore del turismo, infatti, è stato uno dei più colpiti durante la pandemia e ancora oggi ne sta pagando le conseguenze.

Molti tour operator rischiano la chiusura e in tanti per far fronte a questa emergenza hanno persino dovuto ridurre l’orario di lavoro, una situazione che sta diventando ingestibile.

Vedi anche: La risposta alla crisi dei viaggi post coronavirus: il turismo di prossimità

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