Bonus vacanza rischia l’insuccesso: hotel che l’accettano sono pochi

E' partito il bonus vacanza ma si rischia un buco dell'acqua, molti hotel non lo accettano.

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E' partito il bonus vacanza ma si rischia un buco dell'acqua, molti hotel non lo accettano.

Dal 1 luglio è possibile chiedere il bonus vacanza, previsto dal Decreto rilancio. Si tratta di un buono per famiglie, coppie o single che presentano un Isee fino a 40mila euro e dell’importo massimo di 500 euro da spendere per vacanze in Italia, nello specifico alberghi, villaggi, camping, agriturismi e bed & breakfast che aderiscono al progetto. 

Il bonus vacanze parte male, in pochi aderiscono

Tra le condizioni per poter chiedere il bonus, oltre che avere un Isee fino a 40mila euro, anche quella di non prenotare tramite alcuni siti intermediari come Airbnb, Booking e via dicendo. La prenotazione deve essere effettuata direttamente con la struttura o tramite le agenzie di viaggio. Il Corriere però, ha effettuato una sorta di ricerca su italyhotels.it, il sito di Federalberghi dove dovrebbe anche essere presente la lista delle strutture aderenti, notando che in linea generale in pochi accettano il bonus. Mettendo alcune date a random a luglio, su 27.370 offerte solo 1.151 accettano il buono.

Un numero davvero basso se si pensa appunto, che solo in Emilia Romagna sono presenti 4.275 strutture sul portale italyhotels e solo 233 accettano il bonus vacanze. Non va meglio in Liguria dove su 740 ad accettare il buono sono 33 strutture mentre in Lombardia 88 su 2.531. Nelle Marche su 737 solo 42 accettano il buono, in Toscana 112 su più di 2mila presenti, 33 su 740 in Sardegna e 56 su 1.064 in Sicilia. Numeri molto bassi anche nelle altre Regioni. Sembra esserci conformità anche per quanto riguarda le zone, il bonus non sembra troppo gradito non solo nelle destinazioni marine molto gettonate in Italia come Forte dei Marmi, Rimini, Santa Margherita Ligure e Taormina ma anche nelle città d’arte, dove, ad esempio, a Roma su 976 strutture solo 35 lo accettano, a Milano 2 su 393, a Firenze 22 su 335.

Perché molte strutture non lo accettano

La ragione per cui molte strutture ricettive non hanno aderito è presto detta e gira intorno al famoso credito d’imposta. L’80% del bonus va speso infatti come sconto diretto per pagare la struttura mentre il 20% come detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi. Quell’80% scontato al cliente sarà recuperato solo in seguito dalle strutture tramite il credito d’imposta e questo avrebbe spinto molte strutture a non accettare. 

La partenza del bonus vacanza insomma sembra molto tiepida, lo ha fatto notare anche all’ANSA Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: “Il bonus vacanze è un grosso punto interrogativo, al momento l’80% è compensato solo il mese dopo e il 20% è uno sconto che si fa al cliente. Questo vuol dire che non tutti gli alberghi potranno accettarlo. I conti comunque sono abituato a farli alla fine e a fine settembre capiremo quanto di questi 2,4 miliardi che sono stati stanziati sarà stato utilizzato. E se avrà funzionato sarò il più felice del mondo, contento di essere smentito“. Una linea seguita anche da Maria Carmela Colaiacovo, vicepresidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, secondo cui il bonus “presenta diversi elementi di criticità e per questo riteniamo non porterà risultati significativi per le imprese”.

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