Bond subordinati MPS, l’esperto precisa: perdite limitate

La parola all'esperto sulle perdite a carico degli obbligazionisti subordinati di MPS.

di , pubblicato il
La parola all'esperto sulle perdite a carico degli obbligazionisti subordinati di MPS.

A seguito di un nostro articolo odierno sul rischio di azzeramento delle obbligazioni subordinate MPS, abbiamo ricevuto una contestazione da parte dello Studio Avvocati Di Rella con sede a Genova, secondo la quale le perdite a carico dei detentori di tali bond non privilegiati saranno limitate al 15-25%. Lo studio ci ha gentilmente rimandato alla normativa, quella contenuta nel Decreto “salva banche” del dicembre 2016 e convertito in legge nel febbraio scorso. Nel ringraziare sinceramente i legali del suddetto studio, vi proponiamo il testo di cui sopra e da loro riassunto egregiamente nello schema presentato di seguito. Restano i nostri dubbi espressi nell’articolo sul bail-in, dati gli scarni dettagli emersi dall’intesa tra Italia e Commissione europea sull’esercizio della ricapitalizzazione precauzionale con fondi pubblici. In altri termini, non sappiamo se essa farà riferimento alle norme da poco varate o se le perdite gravanti sugli obbligazionisti subordinati MPS saranno maggiori e in quali misura.

“Negli ultimi giorni, dopo il primo via libero della UE alla ricapitalizzazione precauzionale di Mps, si sono susseguiti articoli e commenti che hanno provocato confusione e sgomento tra gli investitori.

Senza entrare nei tecnicismi delle leggi europee ed italiane sembra opportuno schematizzare e chiarire il quadro normativo.

Nel 2013, le Autorità europee hanno approvato le norme per la soluzione delle crisi bancarie ed hanno anche stabilito che, qualora si renda necessario ricorrere ad un intervento precauzionale, gli oneri del salvataggio dovranno essere condivisi con azionisti e detentori di obbligazioni subordinate. Nel caso di coinvolgimento, questi ultimi, dovranno essere trattati in modo uguale rispetto al grado di subordinazione e non dovranno comunque ricevere meno di quello che avrebbero preso in caso di fallimento della banca.

In base a tali principi,  il Decreto cd “ salvabanche” di dicembre 2016,convertito poi  con modifiche a febbraio, ha stabilito come procedere in caso di intervento precauzionale e in particolare, in sede di prima applicazione, come procedere nell’eventuale salvataggio di Mps. Le disposizioni normative possono essere in modo chiaro così sintetizzate:

  1. Il valore della banca, ai fini dell’intervento di salvataggio, viene stabilito tenendo presente il prezzo medio di quotazione degli ultimi 30 giorni, qualora la banca non sia quotata in quel periodo verrà fatta una perizia per stabilire il valore di mercato della banca stessa e come riferimento verrà preso il valore più basso fra i due.
  2. Stabilito il valore unitario delle azioni, gli obbligazionisti subordinati verranno convertiti con uno sconto del 50 % rispetto a tale valore, successivamente lo Stato provvederà al versamento del capitale mancante ricevendo azioni con uno sconto ulteriore del 25% ( L’allegato alla legge spiega bene dal punto di vista matematico il calcolo).
  3. Il legislatore ha ritenuto che in caso di fallimento i possessori di obbligazioni subordinate avrebbero ricevuto il 100% del nominale, in caso di obbligazioni tier 2, ed il 75 %, in caso di obbligazioni tier 1. Su questi numeri si è quindi fissato il valore di conversione, uguale per ogni categoria di detentori, indipendentemente dal prezzo medio di acquisto, in ossequio alle norme europee sull’identico trattamento economico per gli appartenenti allo stesso grado di subordinazione.
  4. Si è poi previsto, per cercare di diminuire i possibili contenziosi, che i “retail” possessori di titoli, collocati con obbligo di prospetto e acquistati prima del  gennaio 2016, possano, entro 60 giorni dalla conversione, chiedere  una ulteriore conversione in obbligazioni senior da ricevere  al posto delle azioni,( che in sostanza verrebbero rilevate dallo Stato), al minor valore tra il prezzo medio di carico e il valore di acquisto, cosi da non premiare gli acquisti fatti in ottica speculativa. L’ammontare di tali titoli è di circa 2.1 miliardi  

In pratica, in base a quanto sopra illustrato, facendo un esempio , ipotizzando che la  perizia valuti la banca 2 euro ( quindi inferiore ai circa 20 degli ultimi 30 giorni di quotazione), si procederà in tal modo:

a 1 euro verranno convertite 4,3 miliardi di subordinate

a 0.75 entrerà lo Stato con un controvalore di 4.5 miliardi, poi se entro 60 giorni tutti i possessori dell’unica obbligazione retail chiederanno di riconvertire le azioni in obbligazioni senior, lo Stato verserò altri2 miliardi. Questo esborso potrebbe quindi non esserci o essere molto ridotto se le domande non fossero molte o fossero pochi quelli con i requisiti.

Questo in sostanza quello che dice la legge approvata dall’Italia e a cui la UE ha dato un prima via libera.

Si deve però sottolineare come questa approvazione sia subordinata alla cessione degli Npl e al taglio dei maxi emolumenti, per cui,  se questi eventi non si dovessero realizzare,, dovrà essere tutto ridiscusso con la UE.

Sembra, inoltre, che l’UE voglia ridurre il numero di soggetti che potranno richiedere l’ulteriore conversione in senior, limitandola solo a quelli che proveranno il “cd misselling”, per cui bisognerà capire cosa accadrà e se la legge dovrà essere modificata.

Credo che, nonostante le aspettative, i passi da compiere siano ancora molti e bisognerà anche chiarire se le tier1, che sono state emesse da una società veicolo nel Delaware e disciplinati dalla legge di questo Stato, possano essere convertiti in azioni applicando la legge italiana”.

 

FABRIZIO DI RELLA TOMASI DI LAMPEDUSA

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,