Bond Portogallo: QE a rischio per governo anti-austerity di Costa

Il Portogallo del governo anti-austerità di Costa potrebbe imbattersi in una crisi sul mercato dei bond. Il "quantitative easing" è a rischio per Lisbona.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Portogallo del governo anti-austerità di Costa potrebbe imbattersi in una crisi sul mercato dei bond. Il

Ieri, il Tesoro di Lisbona ha collocato sul mercato bond a 5 e 10 anni per un miliardo in tutto, registrando rendimenti in calo per entrambe le scadenze rispettivamente all’1,87% e al 3,027%. Sempre ieri, poi, è arrivata la conferma che l’economia del Portogallo resta in crescita, con il pil accelerando al +0,3% nel secondo trimestre e segnando un aumento dello 0,9% annuo.

I numeri, però, non possono soddisfare il governo del premier Antonio Costa, che per quest’anno continua a confidare su un tasso di crescita dell’1,8%. Invece, le esportazioni stanno andando bene, ma la domanda interna rallenta, come segnala anche il calo delle importazioni, tanto che i consumi interni hanno contribuito positivamente alle variazioni del pil per lo 0,2% dallo 0,6% dei primi tre mesi dell’anno.

Austerità Portogallo ridotta sotto Costa

Un colpo alla politica economica dell’esecutivo, improntata sull’opposizione all’austerità fiscale adottata dal predecessore a guida Pedro Passos-Coelho. Sostenuto dal novembre scorso da una coalizione molto spostata a sinistra, composta oltre ai socialisti dai comunisti e il Blocco di Sinistra, Costa ha soppresso i tagli agli stipendi pubblici varati dal governo precedenti, ha alzato le pensioni più basse e alcune tasse, il tutto con l’obiettivo di sostenere, appunto, la domanda interna e ravvivare la ripresa.

Invece, questa sembra spegnersi, dopo che Passos-Coelho era riuscito nel mezzo miracolo di uscire dal piano di assistenza finanziaria della Troika (UE, BCE e FMI) da 78 miliardi e al contempo rilanciare il pil e l’occupazione, come dimostra il calo dei disoccupati al 10,8% a giugno dall’oltre il 17% a cui erano arrivati nel 2013.

 

 

Crisi Portogallo, presto possibili tensioni

Gli stessi spread segnalano la scarsa fiducia dei mercati verso il nuovo governo, dato che i rendimenti decennali viaggiano intorno a 180 punti base al di sopra dei nostri e quelli a 5 anni a circa 160 bp in più. Nonostante il potenziamento degli stimoli monetari da parte della BCE, sono cresciuti in valore assoluto, contrariamente a quanto avvenuto nel resto dell’Eurozona.

E proprio dal mercato dei titoli di stato potrebbe arrivare una cattiva notizia. Moody’s e Standard & Poor’s hanno in calendario la revisione dei rating sovrani lusitani rispettivamente per il 2 e il 9 settembre. Entrambe le agenzie valutano già i bond di Lisbona “spazzatura”, ma se dovessero fornire nuove indicazioni negative sul loro conto, potrebbero indurre la canadese Dbrs a declassarli dal livello attuale di “BBB-low” con outlook stabile, anche se quest’ultima effettuerà la sua revisione solo il 21 ottobre prossimo.

Grazie a quest’unica valutazione “investment grade” (Fitch ha rating “BB+), Dbrs consente alla BCE di acquistare i titoli lusitani nell’ambito del suo “quantitative easing”. Tali acquisti potrebbero venire meno nei prossimi mesi, per cui il governo di Costa rischia di scherzare con il fuoco, dopo essere stato sottoposto insieme a quello spagnolo di Mariano Rajoy a una bocciatura del bilancio per quest’anno da parte della Commissione europea, anche se priva di sanzioni finanziarie.

 

 

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Argomenti: Crisi del debito sovrano, Crisi Euro, Crisi Portogallo, Economia Europa, quantitative easing, Spread, stimoli monetari, Troika