Bollette luce e gas meno care di 67 euro l’anno, ma è scontro sul mercato libero

Bollette di luce e gas meno care, gli utenti risparmieranno 67 euro all'anno. Le associazioni dei consumatori contestano il ddl concorrenza sul passaggio obbligatorio al mercato libero.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Bollette di luce e gas meno care, gli utenti risparmieranno 67 euro all'anno. Le associazioni dei consumatori contestano il ddl concorrenza sul passaggio obbligatorio al mercato libero.

L’Autorità per l’Energia ha aggiornato, come ogni trimestre, le tariffe delle bollette di luce e gas e c’è una buona notizia per le famiglie: risparmieranno 67 euro nell’arco dei 12 mesi, che si concluderanno il 30 giugno prossimo, considerando che le nuove tariffe saranno applicate nel trimestre aprile-giugno di quest’anno. Nel dettaglio, gli utenti pagheranno la bolletta della luce il 5% in meno per un risparmio medio stimato in 8 euro all’anno (502 euro nell’anno 1 luglio 2015 – 30 giugno 2016, -1,6%). Il risparmio sarà molto più cospicuo per la bolletta del gas, stimata in calo su base annua di 59 euro (-5,2%) a 1.076 euro. Le nuove tariffe del gas saranno il 9,8% più leggere.

Taglio tariffe luce e gas, le ragioni

La decisione, spiega l’authority, risente del calo della materia prima (il petrolio), nonché delle aspettative di un minore costo di acquisto del gas al mercato all’ingrosso in Italia e in Europa nel prossimo trimestre del 30% rispetto a solamente tre mesi fa. Dunque, l’Autorità per l’Energia ha legato il taglio delle bollette sia al tracollo dei prezzi della materia prima, sia al minore costo atteso all’ingrosso per il gas naturale. Quest’ultima decisione è resa possibile dalla riforma per il gas del 2012. Non possono che accogliere positivamente la notizia le associazioni dei consumatori, le quali, però, hanno anche qualche motivo di polemica. Il peso del fisco sulle bollette è di circa il 40%, spiega l’Adoc, e ciò impedisce un calo più cospicuo delle tariffe. Non solo, ma il timore è che con il passaggio obbligatorio al mercato libero, che il ddl concorrenza ha fissato all’1 gennaio del 2018, 21 milioni di famiglie siano costrette a scegliere un fornitore, dovendo rinunciare al mercato tutelato, senza avere alcuna certezza su un risparmio in bolletta, ma anzi rischiando l’esatto contrario, perché, continua l’Adoc, la concorrenza sui prezzi finali è abbastanza ristretta tra alto peso delle imposte e prezzi della materia prima, che è uguale per tutti i fornitori e non dipende da un loro intervento.      

I timori delle associazioni dei consumatori

Comparando la migliore offerta presente oggi sul mercato libero con le tariffe vigenti sul mercato tutelato, l’associazione ha trovato un risparmio di non oltre 10 euro all’anno per gli utenti, mentre l’Unione Nazionale dei Consumatori ci va più pesante, sostenendo che quanti abbiano effettuato il passaggio al mercato libero ha finito per pagare 121 euro all’anno tra luce e gas (+16,7%), di cui +42,50 euro per la prima e 68,20 euro per il secondo. Federconsumatori pone l’accento, invece, sulla difficoltà di accesso al bonus sociale per le famiglie meno abbienti, perché a fronte di 3,5 milioni di nuclei aventi diritto, ne usufruiscono appena 900 mila. L’associazione sprona il governo a rendere il bonus più semplice da fruire, smaltendo la documentazione burocratica necessaria.

Mercato tutelato e mercato libero, la differenza

Fin qui abbiamo parlato di mercato libero e tutelato, ma di preciso di cosa si tratta? Già dal 1999, con il decreto Bersani, il mercato dell’energia era stato parzialmente liberalizzato, ma è dal 2007 che viene realmente aperto alla concorrenza. Fino ad allora, Enel era di fatto l’unico fornitore di energia elettrica, seppure vi fossero già presenti diverse società municipalizzate attive nel settore, mentre da quell’anno sono sorti diversi operatori privati, ciascuno dei quali ha la libertà di scegliere le tariffe da applicare ai consumi energetici, fatte salve le condizioni minime quali-quantitative fissate per l’erogazione del servizio dall’authority. Quest’ultima, invece, si occupa di regolare i prezzi per il “vecchio” mercato tutelato, tenuto a variare di trimestre in trimestre le tariffe della luce e del gas sulla base di quanto disposto dal garante. Tra meno di due anni, stando al ddl concorrenza del governo, questo mercato sparirà e tutti gli utenti saranno costretti a scegliere un operatore privato per l’erogazione del servizio.      

Timori giustificati?

Le associazioni dei consumatori temono che la fine del mercato regolato porti a una sorta di far west delle tariffe, venendo meno un riferimento per la loro fissazione. Per questo, ad esempio, specie per attenuare i rischi di rialzi nella fase del passaggio al nuovo sistema del tutto libero, l’UNC propone di tenere un’asta competitiva internazionale, tramite la quale assegnare i lotti dei clienti rimasti senza un fornitore, non avendo optato per alcun fornitore. I timori dei consumatori non sono infondati, ma come insegna proprio la storia italiana delle privatizzazioni, non è il passaggio al mercato libero a determinare in sé un rischio per i prezzi, ma il grado effettivo di concorrenza. Se è elevato, tra i fornitori sarà battaglia per accaparrarsi le milioni di famiglie ancora oggi legate al contratto della luce e del gas in regime di tutela. Chiaramente, se la concorrenza dovesse essere bassa, i rischi ci sarebbero. Ma più che invocare il mercato tutelato, andrebbe potenziato il compito di vigilanza dell’authority in tema di antitrust e si dovrebbe pretendere l’apertura più forte possibile all’ingresso di nuovi operatori, in modo da rendere poco probabili le pratiche dei cartelli, che restringendo la concorrenza, aprono la strada ai disservizi e all’aumento dei costi per i clienti.      

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Servizi pubblici