Bollette della luce, nuove regole da marzo per le fatture pazze in attesa dei “rincari”

Mentre si attende la cifra esatta che i clienti dovranno pagare nella bolletta della luce a causa dei morosi, da marzo arrivano novità per la prescrizione.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Mentre si attende la cifra esatta che i clienti dovranno pagare nella bolletta della luce a causa dei morosi, da marzo arrivano novità per la prescrizione.

Il pagamento delle bollette della luce per colmare il buco lasciato dai morosi continua a fare notizia. Da giorni ormai non si parla che del nuovo balzello legato agli oneri generali di sistema, che vanno ad appesantire la fattura elettrica di costi non proprio attinenti all’energia. Oltre a questi oneri, in futuro, la bolletta sarà arricchita da una nuova voce relativa appunto al buco lasciato da chi, nel corso del tempo, non ha pagato la bolletta mandando in tilt alcune società per la fornitura di energia, uno degli esempi lampanti fa capo a Gala, che nel 2017 ha presentato la procedura di concordato preventivo liquidatorio.

A quanto potrebbe ammontare il balzello

Dopo il caos generato dalla bufala secondo cui l’ammontare della bolletta era di 35 euro in più, l’Arera era intervenuta con una nota in cui spiegava che il riconoscimento individuato dall’autorità per i soli distributori è parziale e attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità di operare nel mercato dell’energia”. Dunque, la cifra che gli utenti finali si ritroveranno a pagare in bolletta a causa dei morosi, secondo quanto affermato da Clara Poletti, direttore della divisione energia dell’Arera, dovrebbe essere pari al  2% degli oneri complessivi, dunque un aumento su base annua di 2 euro o 2,20 euro. In ogni caso è necessario aspettare la quantificazione dell’ammontare preciso degli oneri per avere notizie più certe. Anche per la durata ci sono ancora molti dubbi. Dovrebbe essere una misura temporanea ma secondo Emmanuela Bertucci, consulente dell’associazione dei consumatori Aduc, che come riporta Businnes Insider  “rischia di diventare strutturale, come spesso è avvenuto in casi analoghi. Basti pensare alla componente legata alla guerra di Abissinia che ancora oggi paghiamo nelle accise sulla benzina”.

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Cosa cambia da marzo

Intanto, da marzo arrivano altre novità per il pagamento della bolletta della luce. I conguagli non potranno essere superiori a un periodo di 2 anni. Mentre prima il periodo era di 5 anni, ora i tempi si accorciano. A darne comunicazione la stessa Arera che ha informato con una nota: “Nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione, passata da 5 a 2 anni, cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati”.  A guadagnarci sicuramente le famiglie e le piccole imprese che saranno così protette dal fenomeno delle maxi bollette. L’Arera aggiunge infine che “Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici