Prezzi case raddoppiati dal 2009, così la bolla immobiliare spaventa l’Australia

La bolla immobiliare preoccupa sempre più in Australia, dove i prezzi delle case a Sidney sono raddoppiati negli ultimi 8 anni. Ma il fenomeno riguarda tutte le principali economie in crescita, da Shanghai a New York.

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La bolla immobiliare preoccupa sempre più in Australia, dove i prezzi delle case a Sidney sono raddoppiati negli ultimi 8 anni. Ma il fenomeno riguarda tutte le principali economie in crescita, da Shanghai a New York.

Se l’economia australiana batterà dall’1 aprile prossimo ufficialmente il record ad oggi detenuto dall’Olanda per la più lunga fase di crescita nella storia recente, non sono solo visioni rosee nel paese, dove a preoccupare la banca centrale (Reserve Bank of Australia, RBA) e le stesse famiglie è la bolla immobiliare, fenomeno comune a tutte le economie solide nel mondo, come dimostra la Scandinavia.

Dalle minute della RBA, relative al board del 7 marzo scorso, quando i tassi di riferimento sono stati lasciati invariati al minimo storico dell’1,5%, è emersa l’attenzione dell’istituto per la crescita dei prezzi delle case, che continua a registrare tassi di gran lunga superiore a quelli dei salari, rendendo sempre più potenzialmente inaccessibile il mercato immobiliare per le famiglie.

Dal 2009, i prezzi delle case a Sidney sono raddoppiati e a Melbourne sono aumentati quasi della stessa percentuale. Nell’ultimo trimestre del 2016, sono cresciuti su base nazionale del 4,1% rispetto ai tre mesi precedenti per l’Australian Bureau of Statistics, ma a Sidney del 5,2%. E per Corelogic, quest’anno nella stessa capitale economica australiana si sarebbe già registrata una crescita tendenziale di ben il 19%, superiore alla media già alta del +12,7% per le prime cinque città. (Leggi anche: La bolla immobiliare è la nuova minaccia globale)

Bolla immobiliare incide sui debiti delle famiglie

La disoccupazione è al 5,9% nel paese, mentre il pil dovrebbe crescere quest’anno del 3%. Proprio per evitare di surriscaldare eccessivamente i prezzi delle case e di alimentare ulteriormente, quindi, la bolla immobiliare, la RBA ha deciso da tempo di non tagliare i tassi al di sotto della soglia attuale, accettando anche un tasso d’inflazione inferiore al target.

Tuttavia, l’istituto non punta su un aumento immediato dei tassi per frenare la corsa dei prezzi delle case, bensì su misure micro-prudenziali, notando all’ultimo board come abbiano impattato positivamente la qualità del nuovo credito erogato i provvedimenti adottati dalle banche su spinta della RBA. A preoccupare è il livello esorbitante del debito delle famiglie, arrivato al 180% del loro reddito, una percentuale che un po’ in ogni economia segnala i livelli di guardia raggiunti dall’incidenza dei mutui, a loro volta espressione di valori immobiliari sempre più elevati.

(Leggi anche: Economia australiana in crescita da 26 anni)

Prezzi case assurdi anche a Shanghai e New York

La bolla non sta riguardando, però, tutta l’Australia, dove la parte occidentale, invece, sta assistendo a una fase economica complicata, legata al tracollo dei prezzi delle materie prime, di cui sono produttori le miniere in essa disseminate. Pertanto, è la east coast a registrare un boom dei prezzi degli immobili, quella economicamente più progredita.

La bolla immobiliare sta impensierendo governi e banche centrali lungo tutto il globo. In Cina, i prezzi delle case a febbraio sono cresciuti dell’11%, ma nel 2016 sono risultati esplosi in diverse città del 30% su base annua. A Shanghai appaiono del tutto fuori controllo, come testimoniano prezzi al metro quadrato per oltre 7.800 dollari, quando il salario mensile annuale ammonta a 13.620 dollari. In pratica, per comprare un appartamento di 100 metri quadrati, servirebbe lavorare più di mezzo secolo, risparmiando l’intero stipendio.

Non meno drammatica la situazione a New York, dove a fronte di uno stipendio medio annuo di 52.000 dollari, il prezzo medio di un appartamento è arrivato a quasi 19.000 dollari per metro quadrato. Ipotizzando che un lavoratore sia in grado di risparmiare esattamente l’importo corrispondente all’acquisto di un solo metro quadrato di un appartamento, stiamo praticamente sostenendo che gli servirebbe un secolo solo per permettersi di calpestare 100 metri quadrati di un immobile di sua proprietà. (Leggi anche: Comprare casa all’estero sarà più difficile?)

 

 

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