Board BCE in corso, ecco cosa potrebbe annunciare Draghi sul QE

Il board di oggi della BCE potrebbe portare a novità sull'esecuzione del "quantitative easing".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il board di oggi della BCE potrebbe portare a novità sull'esecuzione del

E’ iniziato il board della BCE, che si riunisce ogni 6 settimane per comunicare le sue decisioni di politica monetaria. Non si tratta di uno degli incontri più attesi degli ultimi tempi, visto che il “quantitative easing” è stato varato a marzo e ulteriori dettagli sul piano di acquisto dei bond governativi dell’Eurozona sono stati già forniti alla riunione di marzo a Nicosia. Ma esistono alcune domande, alle quali analisti e investitori vorrebbero che il governatore Mario Draghi desse una risposta alla conferenza stampa di questo pomeriggio.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, vediamo le possibili novità di domani della BCE  

Modifiche al QE?

Per prima cosa, quale sarà la durata effettiva del QE? Sia a gennaio che a marzo è stata indicata la data ultima del settembre 2016 o fino a quando non sarà stato centrato il target di un’inflazione prossima al 2% con la previsione realistica di una sua stabilizzazione nel tempo a quei livelli. Se quest’ultima indicazione era stata inizialmente intesa come una possibile estensione temporale degli acquisti dei bond, con le ultime stime della BCE, in base alle quali l’inflazione salirà all’1,8% nel 2017, parrebbe intravedersi la possibilità che, al contrario, il QE possa subire già una frenata nei prossimi mesi, essendosi finora rivelato più efficace delle attese più ottimistiche nel surriscaldare le aspettative d’inflazione e nel fare scendere i rendimenti di mercato. Ieri, il consigliere Yves Mersch ha negato che un miglioramento dell’outlook dell’Eurozona possa portare automaticamente a una sospensione o a un “tapering” del QE, ma ha ammesso che la BCE si atterrà ai dati. Il secondo aspetto su cui si potrebbero addensare le domande a Draghi nel pomeriggio riguarda le modalità tecniche con cui il QE sarà portato avanti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Gli stimoli monetari hanno avuto un impatto molto forte sul mercato dei bond pubblici, tanto che i rendimenti delle scadenze più brevi sono stati annullati e per i paesi “core” sono scesi sotto lo zero. I titoli tedeschi rendono negativamente fino alla scadenza degli 8 anni, ma fino ai 3-4 anni rendono, addirittura, meno del  -0,2%, la soglia minima fissata dalla BCE per acquistare i bond, uguale ai tassi applicati sui depositi overnight delle banche.   APPROFONDISCI – Quantitative easing sempre più a rischio, rendimenti negativi anche sui Bund a 8 anni  

Taglio tassi BCE improbabile

Dunque, si riduce la platea dei titoli acquistabili con il QE, cosa che potrebbe indurre la BCE a compiere almeno una delle seguenti operazioni sin da oggi: tagliare i tassi overnight dal -0,2% attuale, in modo da ampliare la gamma dei titoli acquistabili; alzare il tetto del 25% degli acquisti per i titoli della stessa emissione. Infatti, se la BCE dovrà spostarsi sulle scadenze più lunghe dei bond “core”, essendo impossibilitata a comprare i titoli di minore durata, dovrà concentrare gli acquisti su un mercato meno grande e meno liquido, potenzialmente dovendo superare il limite del 25% sinora fissato per rassicurare gli investitori sul fatto che l’istituto non intenda arrivare a possedere una percentuale di blocco per i casi di ristrutturazione del debito. E’ improbabile che la BCE tagli i tassi, essendo forti le resistenze della Bundesbank e di altre banche centrali del Nord Europa. In più, la misura potrebbe essere efficace solo temporaneamente, dato che provocherebbe un ulteriore abbassamento dei rendimenti sovrani e darebbe vita ad una classica situazione del “cane che si morde la coda”. Quanto alla rimozione del tetto del 25%, già a marzo sul sito dell’istituto si spiegava come la BCE si sarebbe tenuta flessibile sulle modalità tecniche di esecuzione del QE, cosa che lascerebbe intendere che sul punto ci sarebbe spazio a un annuncio sin da oggi.   APPROFONDISCI – Il QE di Draghi potrebbe finire prima del previsto e il rischio scarsità di bond esiste  

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Argomenti: Bce