Board BCE, ecco cosa Draghi potrebbe annunciare oggi

Ecco le misure che la BCE potrebbe annunciare oggi, al termine della riunione del board.

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Ecco le misure che la BCE potrebbe annunciare oggi, al termine della riunione del board.

C’è grande attesa per la conferenza stampa che il governatore della BCE, Mario Draghi, terrà nel primo pomeriggio di oggi a Francoforte, a distanza di 45 minuti dal comunicato dell’istituto sulle decisioni assunte sui tassi da parte del board. A differenza delle precedenti riunioni, anche lo stesso comunicato potrebbe contenere già una o più novità, dato che non si esclude nemmeno un ulteriore taglio dei tassi. Già dal board di Malta dello scorso 22 ottobre, Draghi aveva preannunciato il possibile varo di nuovi stimoli monetari a dicembre, qualora le nuove stime sull’inflazione nell’Eurozona fossero inferiori a quelle attuali.

E c’è tutto il sentore che oggi, in conferenza stampa, il governatore divulgherà numeri più bassi di quelli sinora ipotizzati. Ad oggi, la crescita media dei prezzi nell’unione monetaria è attesa dell’1,7% nel 2017, mentre le nuove previsioni dell’istituto potrebbero essere limate di qualche decimale e ciò giustificherebbe il contestuale annuncio di un potenziamento degli stimoli. Anche le stime sul pil potrebbero essere riviste al ribasso, anche se formalmente la BCE non agisce per sostenere la crescita economica, ma solamente per garantire la stabilità dei prezzi. Ma vediamo quali potrebbero essere le misure che Draghi annuncerà. Per prima cosa, come dicevamo, qualche novità potrebbe esserci sui tassi. Sono 3 quelli fissati dalla BCE: il tasso di riferimento, quello marginale e quello sui depositi overnight delle banche. Potrebbero essere tagliati tutti e 3. Quello di riferimento è da 15 mesi allo 0,05%, per cui si tratta di vedere se eventualmente sarà del tutto azzerato o se l’istituto seguirà l’esempio svedese, ovvero punterà a portarlo in territorio negativo, un passo alquanto azzardato, anche se ormai nel novero delle possibilità.      

Legame tra tassi overnight e QE

Quanto ai tassi overnight, sono già negativi (-0,2%). Essi rappresentano anche il limite minimo accettabile per i rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona acquistabili dalla BCE con il “quantitative easing”. Dunque, Francoforte potrebbe tagliarli ulteriormente fino al -0,30-0,40%, al fine sia di incentivare le banche a impiegare altrimenti la liquidità in eccesso, sia per aumentare la platea dei titoli acquistabili, data la relativa carenza di bond offerti sul mercato secondario, specie quelli emessi da paesi come la Germania.

Il mercato avrebbe già scontato un taglio complessivo dei tassi di una decina di punti base. Si tenga presente che la banca centrale svizzera, la SNB, ha già portato dall’inizio dell’anno i tassi sui depositi delle banche a -0,75%, per cui quello della BCE non sarebbe un taglio record. Ma le novità più salienti riguarderebbero anche e soprattutto il QE. Ad oggi, l’istituto si è impegnato ad acquistare titoli di stato, delle agenzie governative, Abs e “covered bond” per 60 miliardi di valore nominale al mese fino al mese di settembre del 2016 “o fino a quando non sarà centrato il target d’inflazione”. In teoria, quindi, già allo stato attuale sarebbe possibile l’allungamento della durata del piano, senza formalmente modificare alcunché, dato che siamo lontanissimi dal raggiungimento dell’obiettivo sull’inflazione. Dunque, la scadenza del QE potrebbe essere allungata fino ai primi mesi del 2017. Ipotizzando che gli acquisti proseguiranno fino al marzo del 2017, la portata degli stimoli aumenterebbe di 360 miliardi, arrivando a 1.400 miliardi. In realtà, gli acquisti mensili di bond potrebbero essere elevati a 75-80 miliardi. In quel caso, il QE salirebbe di 150-200 miliardi, se la scadenza restasse quella di settembre dell’anno prossimo, mentre se fosse rinviata di un semestre, il conto complessivo arriverebbe fino a oltre 1.700 miliardi.      

Dubbi sul QE2

Il vero problema del potenziamento degli acquisti è sulla sua realizzabilità. Già oggi, l’offerta di bond si mostra carente, per cui anche tagliando i tassi overnight, il problema resterebbe, perché la quantità di titoli nuovamente acquistabili crescerebbe di poco e probabilmente il successivo calo dei rendimenti che ne conseguirebbe, ci farebbe tornare alla situazione iniziale. Il varo dei nuovi stimoli sembra scontato: in primis, perché dalla BCE si sono succedute ripetute dichiarazioni dal tono “ultra-dovish”, che non lascerebbero spazio a dubbi; secondariamente, perché il mercato lo ha già scontato, per cui se oggi le previsioni fossero smentite, resterebbe molto contrariato, con la conseguenza che i rendimenti dei bond governativi salirebbero e l’euro si rafforzerebbe, con il cambio a portarsi oltre quota 1,10 contro il dollaro.

 

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