Board BCE, ecco cosa Draghi potrebbe annunciare e i dubbi dei mercati

Dal board di oggi della BCE ci si attende qualche dettaglio in più sul QE varato a gennaio. Attenzione alle nuove stime su inflazione e pil nell'Eurozona per il triennio 2015-2017.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dal board di oggi della BCE ci si attende qualche dettaglio in più sul QE varato a gennaio. Attenzione alle nuove stime su inflazione e pil nell'Eurozona per il triennio 2015-2017.

Il board di oggi della BCE si tiene a Nicosia, a Cipro, simbolo del mutamento dell’Eurozona verso i salvataggi bancari con l’adozione delle politiche di “bail-in”. Non sono attese novità, dopo che lo scorso 22 gennaio è stato già annunciato un piano di acquisto di titoli di stato, Abs e “covered bonds” per complessivi 60 miliardi di euro al mese sin da questo mese e fino a settembre del 2016. E’ il cosiddetto “quantitative easing”, di cui adesso, però, il mercato attende di conoscere qualche dettaglio in più. Se il governatore Mario Draghi non renderà pubblica qualche informazione in più alla conferenza stampa di questo pomeriggio, diversi analisti sono pronti a scommettere che la reazione dei mercati finanziari sarà contrariata e che la volatilità sui bond governativi sarà più elevata. Ad oggi, sappiamo che Francoforte acquisterà i titoli del debito degli stati membri in proporzione alle quote detenute presso l’istituto e che vi saranno due limiti all’operazione: gli acquisti per i bond di un paese non potranno superare il 33% complessivo del suo debito e il 25% di ciascuna emissione. Non sappiamo, però, quanti miliardi saranno spesi effettivamente ogni mese per i titoli di stato, che si ipotizzano nell’ordine dei 45 miliardi almeno. Né conosciamo le modalità di acquisto, se sul mercato secondario o tramite le “reverse auctions”, in stile Fed. Infine, non è noto come vengano calcolate le due percentuali-limite di cui sopra (rispetto al debito nominale o ai prezzi di mercato?).   APPROFONDISCI – Board BCE a Cipro, il mercato si aspetta da Draghi dettagli sul QE  

Il QE sarà potenziato?

Nomura evidenzia come l’ipotesi lanciata da Draghi a gennaio di prolungare la durata degli acquisti, nel caso in cui entro il mese di settembre del 2016 non fosse centrato il target dell’inflazione al 2%, non sarebbe compatibili con i limiti sopra indicati, perché i paesi con debiti relativamente piccoli potrebbero incorrere nel raggiungimento dei limiti massimi previsti già tra un anno e mezzo, come nel caso del Portogallo, mentre per l’Italia il QE potrebbe proseguire al ritmo di 40 miliardi al mese per ben 3 anni e mezzo. A questo punto, quando il capo-economista della BCE, Peter Praet, nei giorni scorsi ha parlato della necessità di nuovi stimoli, nel caso in cui i prezzi nell’Eurozona non dovessero tendere all’obiettivo del 2%, si sarà riferito all’ipotesi di rimuovere tali limitazioni, visto che un aumento delle dimensioni del QE non sarebbero compatibili con esse? Sarà importante verificare oggi se saranno riviste al rialzo le stime sull’inflazione e il pil per l’Area Euro, che per la prima volta riguarderanno anche il 2017. Qualora le previsioni restassero invariate a quelle precedenti e se nemmeno al 2017 s’intravede un’inflazione vicina al 2%, potremmo assistere a qualche novità nei prossimi board.   APPROFONDISCI – Quantitative easing al via, ma chi venderà i BTp alla BCE?  

Tassi BCE

Gli investitori si stanno chiedendo se sia già stato raggiunto il limite inferiore (“floor”) dei tassi, con quelli di riferimento allo 0,05% e al -0,2% sui depositi overnight delle banche. Si consideri che Svizzera e Danimarca hanno portato i loro tassi negativi sui depositi a -0,75%. La BCE avrebbe, pertanto, spazio per emulare tali iniziative, anche se realisticamente pare che con il varo del QE a gennaio si sia raggiunto il massimo delle opzioni fattibili, date le resistenze interne e la portata degli stimoli monetari messi in campo sinora.   APPROFONDISCI – Draghi potrà salvarci dal rischio contagio con il QE? Ecco un dato preoccupante  

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Argomenti: Bce