Board BCE, Draghi verso un difficile equilibrio sul quantitative easing

Riunione della BCE oggi. Vediamo le attese sul quantitative easing e sui tassi. Mario Draghi dovrà barcamenarsi in un difficile equilibrio tra freno e acceleratore.

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Riunione della BCE oggi. Vediamo le attese sul quantitative easing e sui tassi. Mario Draghi dovrà barcamenarsi in un difficile equilibrio tra freno e acceleratore.

Si tiene oggi il penultimo board della BCE dell’anno. Il governatore Mario Draghi è chiamato a rendere note le sue decisioni di politica monetaria, per la prima volta dalle indiscrezioni delle settimane scorse, secondo le quali l’istituto si avvierebbe a ritirare gradualmente gli stimoli monetari, riducendo gli acquisti dei bond con il “quantitative easing” di 10 miliardi al mese dagli 80 attuali, al termine fissato per il programma, vale a dire dopo il prossimo marzo.

Tuttavia, le aspettative dei mercati sono diventate un po’ più complesse. Sulla riunione di oggi, quasi nessun analista si attende novità. La BCE dovrebbe lasciare i tassi invariati, così come il QE non dovrebbe subire modifiche, anche perché rispetto al board precedente, la carenza di offerta dei bond acquistabili sul mercato secondario si è un po’ affievolita, grazie a una risalita dei rendimenti sovrani, successiva proprio alle esternazioni di Francoforte sul “tapering”. (Leggi anche: Quantitative easing, tapering BCE nel 2017?)

E allora, cosa dirà oggi Draghi in conferenza stampa? Il governatore dovrebbe spiegare che tutte le opzioni sono sul tavolo per centrare il target d’inflazione, al contempo facendo notare un’accelerazione della crescita dei prezzi negli ultimi mesi. E potrebbe continuare a chiedere ai governi di fare la loro parte per la crescita economica nell’Eurozona, che non segnalerebbe un rallentamento, anche se persistono rischi al ribasso nei prossimi mesi. Da qui, un possibile appello per le riforme e affinché siano utilizzati gli spazi disponibili di manovra sui conti pubblici da quanti li posseggono (la Germania).

Il “tapering”, sempre stando alle aspettative dei mercati, non dovrebbe arrivare sin dal prossimo mese di aprile. E’ molto probabile, che il QE venga prorogato di altri sei mesi al board di dicembre, mentre oggi non dovrebbero essere segnalate novità, anche perché sarebbe prematuro farlo, specie perché bisogna monitorare meglio l’evoluzione dell’inflazione nell’area. (Leggi anche: Quantitative easing, Draghi dovrà accontentare i tedeschi)

Lo scenario più atteso sarebbe il seguente: QE prorogato fino al settembre 2017, mentre successivamente gli acquisti mensili sarebbero ritirati al ritmo di 10 miliardi al mese. In questo modo, la BCE continuerebbe a espandere il suo bilancio fino al maggio 2018. Da qui ad allora, nessun nuovo taglio dei tassi di riferimento, né di quelli già negativi sui depositi overnight delle banche, così come nessuna nuova modifica alle nuove aste Tltro, già fin troppo favorevoli per le banche dell’Eurozona.

 

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