Blue Whale, il gioco che spingerebbe al suicidio. Attenzione agli adolescenti

Anche in Italia è arrivato Blue Whale, il gioco che spinge al suicidio. Ecco cos'è e come difendere i propri figli adolescenti.

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Anche in Italia è arrivato Blue Whale, il gioco che spinge al suicidio. Ecco cos'è e come difendere i propri figli adolescenti.

Blue Whale è un gioco nato in Russia che, secondo il giornale russo Novaya Gazeta, avrebbe portato alla morte diversi adolescenti. Il gioco consiste nel seguire delle regole estreme per cinquanta giorni e poi, nell’ultimo giorno, arrampicarsi su di un palazzo e gettarsi nel vuoto. Purtroppo la fama del gioco è arrivata anche in Italia e lo scorso febbraio potrebbe aver provocato la morte di un adolescente. Ecco le informazioni più precise e come difendere i propri ragazzi dal rischio emulazione.

Blue Whale, il gioco che spinge al suicidio

Nella puntata scorsa de Le Iene si è parlato del gioco chiamato Blue Whale. Matteo Viviani, che ha approfondito il caso, si è recato prima in Russia parlando con i genitori che potrebbero aver perso i loro figli a causa di Blue Whale e poi è tornato in Italia recandosi dalla famiglia del minorenne di Livorno. Purtroppo si è scoperto che dietro tale terribile gioco si nascondono delle persone senza scrupoli che manipolano dei poveri adolescenti.

Blue Whale: le regole

I giocatori di Blue Whale vengono solitamente reclutati dai social e poi per potervi accedere devono seguire per cinquanta giorni delle regole rigidissime. Innanzitutto devono alzarsi intorno alle 4 del mattino e visionare dei video psichedelici. Gli adolescenti devono poi tagliare il braccio lungo la vena (tre tagli), senza incidere troppo, disegnare sul braccio una balena con un temperino, e documentare il tutto tramite foto. Di giorno in giorno, le regole divengono sempre più estreme e il ventiseiesimo giorno il curatore comunica al ragazzo il giorno in cui dovrà morire. La morte avviene il cinquantesimo giorno quando l’adolescente salirà sulla cima di un palazzo insieme a degli amici e si butterà di sotto mentre i compagni lo riprenderanno.

L’inchiesta di Viviani spiega che chi partecipa a tale drammatico gioco non deve dire nulla ai genitori e sopratutto non deve lasciare alcuna traccia. Coloro che vi partecipano solitamente sono ragazzini dai nove ai diciassette anni ed i curatori influenzano talmente la loro mente (inviando loro anche  video di suicidi e satanici) che la morte diviene la soluzione finale per terminare il gioco.

Quanto c’è di vero, l’inchiesta di Radio Free Europe

Le cose però non sono affatto chiare. Il giornale russo Novaya Gazeta, che per primo parlò del gioco, ricevette parecchie critiche circa la veridicità dei fatti, e soprattutto circa l’effettiva dimensione del fenomeno. Il giornale russo analizzava 130 casi di suicidio avvenuti nel paese, in un lasso di tempo pari a 6 mesi, e arrivava alla conclusione che quasi tutti facevano parte di una determinata community attiva sul social network VK, famoso in Russia quanto Facebook. Il giornale asseriva poi che almeno 8 di tali suicidi erano attribuibili al Blue Whale game.

Successivamente una inchiesta di Radio Free Europe sostenne invece che nessun suicidio poteva essere con sicurezza collegato a quel gruppo online e al gioco. Sebbene si sia verificato un crescente numero di persone che online parlavano del gioco, con tanto di foto alquanto macabre come quella riportata da noi, nessun suicidio avvenuto in Russia, nei mesi successivi al dilagare dei messaggi online, è stato realmente dimostrato essere un effetto del Blue Whale.

Blue Whale: l’ideatore è stato arrestato 

L’ideatore di Blue Whale, Philipp Budeikin, di 22 anni, è stato arrestato. Il giovane, accusato di istigazione al suicidio dopo aver tratto in inganno moltissimi adolescenti mediante il social VK, è al momento detenuto nel carcere di San Pietroburgo e non si pente minimamente di quanto fatto, anzi ha detto di aver selezionato scarti biologici e di averli spinti al suicidio per purificare così la società.

Il giovane è attualmente in carcere ma ogni giorno riceve moltissime lettere di adolescenti che che gli dicono di tenere duro.

Purtroppo con l’arresto dell’uomo il problema non è terminato in quanto in ogni parte del mondo si sono moltiplicati i casi di emulazione. Il consiglio è quindi quello per i genitori di osservare attentamente i propri figli qualora essi abbiano dei comportamenti anomali.

A febbraio infatti un ragazzino livornese si è suicidato, si crede proprio per colpa del gioco. La iena Matteo Viviani ha incontrato un amico del ragazzino e questi gli ha spiegato che forse il suo compagno stava facendo il Blue Whale in  quanto vedeva film horror di mattina presto, e si è gettato dal tetto di un alto palazzo mentre veniva ripreso.

Dunque il problema è che alcuni adolescenti, che vivono già un proprio momento di difficoltà psicologica o emotiva, possano subire una ulteriore influenza negativa da tale gioco, e che possano in qualche modo sentirsi spinti ad emulare, o a cercare la fama, magari incidendosi sul braccio una balena o, peggio ancora, buttandosi mentre si viene ripresi in un video. La fama, in una società in crisi di valori come la nostra, sta diventando una forma di remunerazione, e chi è psicologicamente debole è maggiormente a rischio. Anche di vita.

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