Blog Beppe Grillo, 22 indagati per offese a Napolitano

Gli utenti sono stati identificati tramite indirizzo IP: censura o tutela della Repubblica e dell’onore del Presidente? L’inchiesta non è stata ancora autorizzata dal ministero della Giustizia ma è già polemica in rete. L'ipotesi di reato è: offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica italiana

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Gli utenti sono stati identificati tramite indirizzo IP: censura o tutela della Repubblica  e dell’onore del Presidente? L’inchiesta non è stata ancora autorizzata dal ministero della Giustizia ma è già polemica in rete. L'ipotesi di reato è: offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica italiana

Le indagini della Magistratura si stanno concentrando su alcuni commenti all’articolo Oggi, 25 Aprile pubblicato un anno fa sul Blog di Beppe Grillo 22 utenti che hanno postato commenti contro Napolitano sul blog di Beppe Grillo sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (Salerno) per le offese a napolitano con l’accusa di «offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica italiana»  in violazione dell’articolo articolo 278 del codice penale che configura il reato di ”offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica”. L’iscrizione nel registro degli indagati al momento si configura come atto dovuto. Gli internauti sono stati identificati dalla Polizia postale tramite l’indirizzo IP del computer. Sono sparsi tra Roma, Genova, Taranto, Terracina, Catania, Ascoli e Casal di Principe. Secondo alcuni rumors, una parte dei commenti sotto accusa sarebbero stati scritti da dipendenti pubblici durante l’orario di lavoro.  

Offese a Napolitano: retroscena della vicenda, come tutto è cominciato

Ad avviare l’indagine è stato il pm Gianfranco Izzo: i fatti risalgono alla primavera dello scorso anno: i commenti sul blog di Beppe Grillo erano stati scatenati da un post dello stesso leader del M5S in seguito ad un convegno sull’Unità d’Italia. In occasione della festa del 25 Aprile Giorgio Napolitano, parlando da piazza del Popolo a Pesaro, aveva esortato i cittadini a guardarsi dai demagoghi che inneggiano all’antipolitica precisando che “nulla può sostituire i partiti”. Grillo, sentitosi chiamato in causa, aveva risposto dal blog con un post dal titolo “Oggi,25 aprile”. Ne erano seguiti oltre 1300 commenti, alcuni dei quali sono risultati essere particolarmente critici e offensivi.

Il Ministero della Giustizia, dopo quasi dieci mesi, non si è espresso sull’autorizzazione a procedere lasciando di fatto l’inchiesta in stand-by. Va precisato peraltro che tra gli indagati non risulta il nome di Beppe Grillo.

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