Bloccato da Facebook per attacchi alla Boldrini, Bugani si difende

E'toccato all'esponente del M5S Massimo Bugani che dice "Un fatto gravissimo: chi dice la scomoda verità continua a non piacere"

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E'toccato all'esponente del M5S Massimo Bugani che dice
A Massimo Bugani, capogruppo del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo a Bologna, sono costati cari gli ultimi attacchi alla presidente della Camera Laura Boldrini. Il social network più famoso del mondo, ovvero Facebook, ha deciso di bloccargli le pagine, mandandolo su tutte le furie per una decisione curiosa ed atipica. “Li mie pagine sono state bloccate dopo il post sulla presidente della Camera di due giorni fa – ha spiegato Bugani – un post che sul profilo pubblico mi è stato addirittura cancellato, mentre su quello privato è possibile ancora leggere”. Amarezza e sconforto accompagnano il commento dell’esponente cinque stelle, che da qualche ora si chiede il motivo di tale decisione. “E’un qualcosa di molto grave, che conferma i limiti di questo paese a cui evidentemente non piace la verità: migliaia di persone hanno visto il post, ma di fatto ciò che conta è censurare. Saprò nei prossimi giorni cosa è accaduto e se sono stato denunciato direttamente. Viva l’Italia”.

Rapporti Movimento 5 Stelle Boldrini

Che non si tratti di un periodo particolarmente tranquillo nei rapporti tra la terza carica dello Stato e il Movimento grillino è ormai palese. Proprio la Boldrini, nei giorni scorsi, aveva preso parte ad un durissimo botta e risposta con il leader ed ex comico Grillo, che l’aveva definita “un oggetto di arredamento del potere”, salvo poi subire una risposta altrettanto dura. “Pensavo di aver visto tutto con gli estremisti in Afghanistan, ai tempi dei talebani – ha replicato la Boldrini – Evidentemente mi sbagliavo: anche qui si muovono forme di estremismo ancora più preoccupanti”. Fiume di polemiche: la Boldrini è stata difesa apertamente da Nichi Vendola, ma il vento di sfida non si è ancora arrestato con il pasare dei giorni.

La polemica con Bugani: un post considerato aggressivo

Ma cosa ha davvero generato lo stop imposto da Facebook? Come noto, il social network può decidere di bloccare, temporaneamente o in via definitiva, persone che vanno a diffamare in modo palese altri soggetti, o medianti parole poco consone attaccare apertamente qualcuno. Ma è stato sottovalutato un aspetto: Facebook può decidere di intervenire anche in seguito ad una semplice segnalazione di un utente, ipotesi da non scartare visto l’evidente stato di tensione presente sul post, o di una più complessiva partecipazione sanguigna dei vari militanti presenti in rete. E quest’ultima ipotesi, sembrerebbe essere proprio la più concreta, dato il blocco temporaneo per dodici ore. Queste le parole incriminate, che sono costate a Massimo Bugani lo stop dell’account. “Bisognerebbe spiegare alla Boldrini che è la Presidente della Camera e non la signorina Rottenmeier – si legge, ricordando l’episodio dell’Afghanistan sul quale il movimento è stato attaccato – fra l’altro le sue recite patetiche ci hanno veramente stancato. Il 2 agosto scorso, il suo portavoce Roberto Natale, seguiva passo passo il discorso sulla commemorazione della strage di Bologna: metteva una ‘A’ ogni volta che partiva un applauso, è stato triste. Altro che discorso sentito […]
Bella roba, bel teatro, chissà se anche la battuta sui talebani gliel’ha suggerita lo sceneggiatore o è davvero farina del suo
sacco”.
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