Blackrock torna a comprare titoli italiani: la recessione è davvero finita?

In un'intervista rilasciata a La Repubblica, Rick Rieder spiega che la recessione è finita. Ora ci sono spazi per investire nel nostro Paese

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
In un'intervista rilasciata a La Repubblica, Rick Rieder spiega che la recessione è finita. Ora ci sono spazi per investire nel nostro Paese
Investire in titoli italiani sta diventando un’opportunità sempre più interessante. Lo sostiene Rick Rieder, capo della gestione del comparto a reddito fisso per Blackrock, il fondo di investimento più importante del pianeta, con un portafoglio di 3.800 miliardi di dollari di cui 632 miliardi rappresentati, appunto, da bond. Intervistato da La Repubblica, Rieder, diventato famoso un anno e mezzo fa quando iniziò a comprare bond italiani in piena crisi finanziaria (salvo rivendere parzialmente ad aprile di quest’anno), afferma che i dati economici sono inequivocabili: la recessione sarebbe finita e l’Italia si starebbe stabilizzando potendo contare d’altra parte su un grosso potenziale industriale e su un export vivace. Insomma la crescita economica potrà trovare nuovamente spazio nel nostro Paese, anche se le attese non sono per incrementi mirabolanti del pil. Per Rieder bisogna puntare su BoT e BTp, anche se non nasconde qualche riserva per l’instabilità politica italiana, con una situazione scarsamente decifrabile agli occhi degli stranieri. Da non sottovalutare il ruolo delle istituzioni europee.

Le banche centrali, preziosi alleati per il sostegno alla ripresa

La BCE ha ancora qualche cartuccia da sparare per sostenere la ripresa nei prossimi mesi. I tassi dovrebbero rimanere fermi allo 0,50% a lungo, ma non si esclude che possano persino essere abbassati. Inoltre Francoforte non farebbe mancare il suo sostegno nemmeno alle banche, che in Italia avrebbero bisogno di ricapitalizzarsi. Secondo il manager, l’istituto centrale potrebbe essere utile sia nel sostenere il credito delle banche all’economia reale, sia nel mantenere i loro patrimoni a livelli adeguati Al contempo, se è vero che la Federal Reserve sta per svoltare verso una politica più restrittiva, allentando il QE3, il rialzo dei tassi è atteso a non prima di due anni ma comunque nulla impedirebbe alla Fed di ri-aumentare il suo piano di acquisti mensili di bond pubblici e immobiliari a 85 miliardi di dollari, nel caso qualcosa andasse storto.
E Rieder sottolinea, quindi, come sarebbe stata eccessiva la reazione dei mercati alle parole di Ben Bernanke sul “tapering” entro la fine dell’anno, che ha già provocato un crollo dell’11% dei Treasuries tra maggio e giugno e un’impennata dei loro rendimenti.

Le manovre dei fondi dietro il restringimento dello spread?

Le parole del manager di Blackrock si rispecchiano nell’andamento dello spread delle ultime sedute. Anche stamane prosegue la discesa, con il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e i benchmark tedeschi sotto i 240 punti base, ai minimi da due anni. I BTp a 10 anni rendono in queste ore a cavallo del 4,20%, paradossalmente (ma non tanto) un pò di più di ieri, quando a fronte di uno spread in zona 242 punti, il loro rendimento era sceso sotto il 4,15%. Il perché è presto detto: lo spread si sta restringendo soprattutto a causa dell’aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi, arrivati all’1,83%, il livello più alto dal mese di marzo del 2012. Si tratta di una cinquantina di punti base in più rispetto ai minimi esitati nei mesi scorsi. Quanto all’Italia, il minimo degli ultimi anni era stato toccato a maggio, quando le maxi-iniezioni di liquidità del Giappone avevano spinto gli investitori ad accettare rendimenti intorno al 3,8% per i titoli decennali e ampiamente sotto l’1% per i BoT annuali. L’aumento dei rendimenti tedeschi, tuttavia, sarebbe proprio il segno della normalizzazione finanziaria in corso. I Bund non sono più considerati un bene rifugio come negli ultimi anni, grazie alle schiarite dei mercati sui Piigs e sulla tenuta dell’euro.

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Argomenti: Crisi economica Italia

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