Bitcoin, scoppio bolla o altre ragioni dietro al crash di questi giorni?

Settimana nera per i Bitcoin, le cui quotazioni si sgonfiano, anche se è presto per parlare di scoppio della bolla. Vediamo cosa potrebbe essere accaduto.

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Settimana nera per i Bitcoin, le cui quotazioni si sgonfiano, anche se è presto per parlare di scoppio della bolla. Vediamo cosa potrebbe essere accaduto.

Settimana nera per i Bitcoin, che sono passati dal picco massimo mai segnato prima ai livelli più bassi da tre settimane in poco tempo. Le quotazioni sfioravano i 20.000 dollari domenica, salvo precipitare fin sotto gli 11.000 dollari ieri pomeriggio, crollando di un massimo del 45%. Nel giro di 48 ore, la capitalizzazione dell’intero mercato di oltre un migliaio di “criptomonete” è scesa di circa 250 miliardi di euro sotto i 420 miliardi nel tardo pomeriggio di ieri. Il crollo, infatti, ha riguardato non soltanto la moneta digitale più diffusa, ma un po’ tutte. Etherum, ad esempio, ha perso oltre il 35% in un solo giorno, Bitcoin Cash, nato dalla scissione dai Bitcoin a luglio, è crollato di quasi la metà e sempre nell’arco di 24 ore.

Per analisti scettici come Peter Schiff, quello di questi giorni sarebbe solo l’inizio dello scoppio della bolla attorno alle monete digitali, il cui valore di base sarebbe nullo. In realtà, esistono diverse possibili spiegazioni di quanto sua accaduto questa settimana e non necessariamente l’una esclude l’altra.

Per prima cosa, dobbiamo leggere i numeri in un’ottica temporale più ampia: in poco più di tre settimane, i soli Bitcoin avevano registrato un boom di oltre il 140%, toccando i massimi di sempre. Si consideri che domenica scorsa, si era passati dallo sfondare la soglia dei 17.000 a oltrepassare quella dei 19.000 dollari in appena 18 ore. E’ probabile che quanti siano entrati sul mercato nelle ultime settimane abbiano voluto monetizzare i guadagni, mentre non si avrebbe segno di vendite da parte degli investitori cosiddetti “cassettisti”, quelli che guardano al lungo termine. (Leggi anche: Bitcoin, futures al via: ecco come investire e i rischi)

Più che scoppio bolla, ridimensionamento “salutare”

In fondo, come abbiamo anticipato sopra, nel loro punto più basso, le quotazioni sono franate ai minimi di un paio di settimane, cosa che denota come ad essere svanito sarebbe più che altro il boom di dicembre.

Resta il fatto che ieri pomeriggio, i Bitcoin guadagnavano ancora più del 1.100% dall’inizio dell’anno. E le prospettive per i prossimi mesi appaiono sempre in crescita, se è vero quanto segnalano i futures di CME Group, secondo cui ieri più di 1.400 unità in totale è stato scambiato a 12.265 dollari con scadenza 1 gennaio, a 12.500 dollari per l’1 febbraio e a 12.595 dollari a inizio marzo. Per quanto in forte calo anche in questo caso rispetto ai valori della seduta precedente, trattasi di livelli superiori ai prezzi a cui la moneta digitale quotava ieri, segno che il mercato non sarebbe così pessimista sul futuro a breve.

Una ragione del crollo potrebbe essere anche di natura tecnica. I Bitcoin non godono di quei meccanismi di cosiddetto “circuit breakers”, che sospendono le transazioni al verificarsi di cali oltremisura. Questo potrebbe avere alimentato le vendite, man mano che i prezzi scendevano. Inoltre, è notizia di martedì che Youbit, piattaforma di trading sudcoreana, sia stata oggetto di un attacco hacker da parte molto probabilmente della Corea del Nord, perdendo il 17% degli assets e dovendo presentare istanza di fallimento, chiedendo ai clienti di ritirare le monete digitali al 75% del loro valore nominale. Il problema della cybersicurezza potrebbe avere allontanato i più timorosi da questo mercato, essendo noti gli allarmi delle autorità di vigilanza sulla scarsa protezione delle transazioni da eventuali attacchi informatici.

Infine, il presunto caso di “insider trading” ai danni di Coinbase, una delle più famose piattaforme che negoziano Bitcoin e da mercoledì anche Bitcoin Cash, che a poche ore dall’annuncio ha registrato rialzi anomali delle quotazioni di quest’ultima moneta, aprendo un’indagine interna per capire se vi sia stata una violazione della policy da parte di qualche dipendente. Il mix di questi avvenimenti potrebbe avere creato le condizioni per un sell-off, che ha riportato le lancette indietro alla prima settimana di dicembre.

Chi parla di scoppio della bolla, quindi, dovrà attendere un tonfo ben più marcato e duraturo, perché al momento potremmo semmai parlare di sgonfiamento persino salutare delle quotazioni, con diversi piccoli investitori ad avere forse fatto cassa alla vigilia di Natale. (Leggi anche: Bitcoin, crollo a doppia cifra e insider trading)

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