Bitcoin, prezzi verso i 1.000 dollari grazie all’India?

Le quotazioni dei Bitcoin potrebbero aumentare di un altro 30%, in seguito alla decisione dell'India di lottare contro il lottante, ritirando un valore di 220 miliardi di dollari dalla circolazione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni dei Bitcoin potrebbero aumentare di un altro 30%, in seguito alla decisione dell'India di lottare contro il lottante, ritirando un valore di 220 miliardi di dollari dalla circolazione.

L’8 novembre scorso, lo stesso giorno in cui gli USA celebravano le elezioni, il governo di Nuova Delhi annunciava il ritiro dalla circolazione delle banconote da 500 e da 1.000 rupie. In quella data, in India un Bitcoin si acquistava alla media di circa 52.000 rupie, che al cambio facevano 785 dollari, circa il 10% in più rispetto ai prezzi internazionali, che in quella seduta chiudevano a 709 dollari. Oggi, un Bitcoin nel sub-continente asiatico si acquista ormai a 63-64.000 rupie, che al cambio odierno fanno circa 930 dollari, il 25% in più delle quotazioni internazionali, che sono nel frattempo salite tra i 735 e i 740 dollari.

Cosa suggeriscono questi dati? La “de-monetizzazione” in corso nel paese da 1,3 miliardi di abitanti sta portando a un boom della domanda di criptomoneta, quale alternativa alla dichiarazione in banca delle banconote fuori corso legale detenute, cosa che costituisce un rischio di segnalazione al Fisco. (Leggi anche: Bitcoin, prezzi volano in India)

Prezzi dei Bitcoin verso i 1.000 dollari?

L’applicazione Zebpay segnala un +50% di downloads negli ultimi giorni in India, confermando la sensazione che molti indiani starebbero convertendo cash in Bitcoin per sfuggire alla lotta intrapresa dal governo contro l’economia sommersa. Tuttavia, l’incidenza del mercato indiano rispetto a quello mondiale della moneta digitale è prossima allo zero, anche se le cose potrebbero cambiare nelle prossime settimane.

Secondo il ceo di CivicKey, Vinny Lingham, se anche solo l’1% della popolazione indiana volgesse lo sguardo ai Bitcoin, le quotazioni di questi arriverebbero presto a 1.000 dollari. L’1% sarebbe una percentuale bassa, ma in questo paese rappresenta 13 milioni di persone, una cifra elevata in valore assoluto e in grado di imprimere un’accelerazione ai prezzi, che già su base annua sono esplosi del 128%, sostenuti dalle numerose incertezze geo-politiche internazionali (Brexit, Eurozona, USA) e dalla sfiducia di parte del mercato per le quotazioni degli assets. (Leggi anche: L’India rischia di passare dal boom alla recessione)

 

 

 

In gioco 220 miliardi di cash azzerato

Considerando che il valore complessivo delle banconote ritirate dalla circolazione ammonta a 220 miliardi di dollari e che almeno una piccola porzione di esso potrebbe alimentare la domanda di Bitcoin, il boom delle quotazioni potrebbe essere più probabile e vigoroso di quanto stimato. Sempre che gli indiani più facoltosi non decidano di puntare sui mercati “tradizionali” alternativi al cash, come l’oro, che da sempre è un bene apprezzato nello sterminato paese asiatico. (Leggi anche: Oro, prezzi esplosi in India)

 

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Argomenti: Bitcoin, BRICS, Crisi paesi emergenti, economie emergenti, valute emergenti