Bitcoin, prezzi ai massimi di sempre: ecco cosa li spinge

I prezzi dei Bitcoin sono cresciuti del 35% dall'inizio dell'anno e ai massimi di sempre nella seduta di oggi. Vediamo cosa sta sostenendo la moneta digitale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I prezzi dei Bitcoin sono cresciuti del 35% dall'inizio dell'anno e ai massimi di sempre nella seduta di oggi. Vediamo cosa sta sostenendo la moneta digitale.

In questo istante, i prezzi dei Bitcoin viaggiano poco sopra i 1.307 dollari, ma alle prime luci dell’alba (ore italiane) risultavano schizzati a oltre 1.343 dollari, il livello più alto mai registrato dalla criptomoneta sin dalla sua nascita. A rinvigorire le quotazioni stanno concorrendo diversi fattori. Uno riguarda la Securities and Exchange Commission (SEC), la Consob americana, che negli ultimi mesi ha bocciato due delle tre richieste di istituzione di altrettanti Etf sui Bitcoin. Lunedì, l’authority ha annunciato che intende rivedere la decisione assunta con riferimento alla richiesta dei fratelli Winklevoss.

Gli analisti non appaiono granché ottimisti sul processo di revisione, ma gli investitori scommettono sull’arrivo di una qualche notizia positiva in tal senso, dopo che il Giappone nei giorni scorsi ha riconosciuto ufficialmente i Bitcoin come valuta legale. Ciò apre nuove prospettive per la moneta digitale, rendendo più semplice per gli investitori acquistarla. (Leggi anche: Previsioni Bitcoin 2017)

Trend prezzi Bitcoin positivo quest’anno

Su base annua, i prezzi dei Bitcoin sono esplosi di oltre il 190% e in questo 2017 risultano cresciuti del 35%. La volatilità delle quotazioni ha accompagnato questo asset negli ultimi 3 anni e mezzo, dopo che le authority di Cina e USA segnalarono una possibile stretta contro questo mercato. Ma conforta negli ultimi mesi, che nonostante notizie di segno opposto, il trend sia rimasto sostanzialmente positivo, seppure risentendo di forti oscillazioni di seduta in seduta.

Una ragione del successo degli ultimi tempi sarebbe legata allo stress subito da alcune economie, alcune di rilevanti dimensioni. Se alla fine del 2016 era stata, in particolare, l’India ad avere sostenuto la domanda di Bitcoin, a seguito della demonetizzazione avviata con il ritiro delle banconote dal taglio di 500 e 1.000 rupie, pari all’86% del contante totale del paese, adesso sembra che gli investimenti siano schizzati in realtà come Venezuela, Zimbabwe e Turchia, ciascuna alle prese con problemi economici anche pesanti, spingendo gli investitori a puntare sulla criptomoneta per mettersi al riparo dalle tensioni. Si tratta di una sparuta minoranza di investitori, intendiamoci, ma che contribuisce a vivacizzare il mercato dei Bitcoin. (Leggi anche: Bitcoin in Venezuela risposta alla crisi del bolivar?)

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Bitcoin, Economia USA, Fed

I commenti sono chiusi.