Bitcoin minaccia le banche centrali irresponsabili: parola di un banchiere FED

Un banchiere della Federal Reserve plaude ai Bitcoin, perché costringerebbero le banche centrali ad essere più responsabili.

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Nel giro di alcune è diventato quasi un eroe dei “Bitcoin people”, i fan della criptomoneta, più volte data per morta e più volte risorta. Si chiama David Andolfatto ed è vice-presidente e direttore per le ricerche della Federal Reserve di St-Louis. Per il ruolo che ricopre, è il più autorevole sostenitore dell’importanza dei Bitcoin dalla sua nascita ad oggi.

Andolfatto ammette che all’inizio aveva un’idea fortemente contraria alla moneta digitale, pensando che fosse un’idea del tutto stupida.

Tuttavia, con il passare del tempo e grazie anche agli studi, egli ha trovato analogie tra Bitcoin e oro, perché entrambi gli assets sono caratterizzati da ampia volatilità nelle quotazioni, mentre al contempo avrebbero un’offerta tendenzialmente fissa. 

 

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Ma come per l’oro, il banchiere della Fed ritiene che i Bitcoin possano rappresentare una reale minaccia per le banche centrali, in quanto offrono un’alternativa alla moneta da queste stampata. Per questo, essi le costringerebbero ad agire con responsabilità, perché i banchieri centrali saprebbero che le persone avrebbero altrimenti la possibilità di utilizzare una moneta alternativa.

Andolfatto cita l’esempio dell’Albania, costretta a pesanti controlli sui capitali, per costringere i suoi cittadini ad accettare le politiche inflazionistiche della banca centrale. Di conseguenza, chi viene sorpreso con anche pochi dollari in tasca, rischia pene severe.

Non solo per il banchiere americano la tecnologia consente già di dribblare tali controlli (come controllare le operazioni da un PC o un cellulare), ma anche la stessa diffusione dei Bitcoin starebbero offrendo agli investitori una via di fuga dalle monete “fisiche” tradizionali, a causa delle politiche monetarie irresponsabili di alcune banche centrali, tra cui la Fed.

Ma alla domanda se bisogna comprare Bitcoin, Andolfatto risponde di no. Egli sostiene, infatti, che la moneta digitale sia troppo volatile: una cosa è scommetterci 10 dollari, un’altra puntarvi i risparmi di una vita.

 

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