Bitcoin-mania “la nuova corsa all’oro”

Perché i Bitcoin sono diventati una mania sui mercati e come hanno fatto a impennarsi in così breve tempo

di , pubblicato il
Fari sulla Bitcoin-mania

Il Bitcoin non si ferma più è questo il titolo che impazza a destra e sinistra su tutte le testate giornalistiche. “Ciò che non ti uccide, ti fortifica”, mai frase fu più azzeccata su un asset mirabolante che durante un anno catastrofico per l’economia mondiale è riuscito a quintuplicare il suo valore e attirare sempre di più su di sé l’attenzione degli investitori istituzionali e delle grandi aziende come vedrai nel corso di questo articolo.

Segna un nuovo livello record, sfondando anche il tetto dei 60.000 dollari sulla scia dell’ottimismo dei mercati legato alle vaccinazioni di massa e alla firma del piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari voluto dal presidente Joe Biden. 

Gli americani dovrebbero ricevere già a partire da questo fine settimana i primi assegni e trasferimenti di 1.400 dollari a persona previsti dal piano Biden. Quei soldi arriveranno anche ai giovani investitori, che nei mesi scorsi li hanno spesso investiti in Bitcoin.

Al momento è in leggero ritracciamento, ma il quadro tecnico è rialzista. Dove potrà arrivare? Chi ha la risposta non ha capito la domanda.

Come si suol dire in borsa, anche questa frase mai fu più azzeccata. Le variabili in campo sono estreme, siamo soltanto agli inizi di quella che potrebbe essere una svolta epocale o la più grossa bolla del secolo, quindi rimangono validi anche qui i capisaldi di qualsiasi altro investimento.

Sapere in cosa si sta investendo, utilizzare la testa e sopra tutto una strategia che ti tenga lontano dalle emozioni, preferendo la soluzione di investimento su lungo termine che è la più indicata su un asset di questo tipo, magari decidendo anche di frazionare l’entrata utilizzando una porzione di capitale che ci si può permettere di “rischiare maggiormente”.

Allo sfondamento dei 1.000 miliardi di capitalizzazione e la performance di circa il 1.000% in un anno hanno contribuito in maniera ovviamente preponderante gli investitori istituzionali e le grandi aziende come anticipavo all’inizio.

Lampante è il caso mediatico di Elon Musk, che attraverso Tesla ha investito circa 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin spingendo con i suoi tweet il pubblico indirettamente a comprare a loro volta l’oro digitale vista l’influenza che ha.

Ma anche altri colossi come Apple e Mastercard stanno muovendo passi sempre più decisi verso la “crypto rifugio”.

Gli istituzionali? Mentre Goldman Sachs ritorna più attivo che mai sul mercato del trading futures su Bitcoin, un’indagine commissionata dalla Nickel Digital Asset Management su un campione di 50 investitori istituzionali e 50 gestori patrimoniali di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Svizzera ha evidenziato che l’85% degli intervistati prevede di aumentare i propri investimenti nella criptovaluta nei prossimi due anni.

Dal lato legislativo invece bisognerà prestare attenzione al caso India, pare che stiano mettendo a punto uno dei disegni di legge più severe al mondo contro le cryptovalute.

Alessandro Moretti e Danilo Zanni, Io Investo

 

Argomenti: