Bitcoin, l’Europa non sa che fare. In Finlandia aperto il primo Bitcoin ATM

Bitcoin nel mirino della UE, ma la Svizzera potrebbe presto riconoscerli come normale valuta straniera. E in Finlandia fa il suo esordio il primo ATM in Europa.

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Bitcoin nel mirino della UE, ma la Svizzera potrebbe presto riconoscerli come normale valuta straniera. E in Finlandia fa il suo esordio il primo ATM in Europa.

Rivoluzione in arrivo per i Bitcoin, la moneta digitale schizzata ormai al valore unitario vicino ai mille dollari, dopo avere oltrepassato nelle scorse settimane i 1.200 dollari. L’ultima novità giunge dalla Svizzera, dove 45 parlamentari su 200 hanno proposto che i Bitcoin siano considerati alla stregua di qualsiasi altra valuta straniera, prendendo atto che essi potrebbero apportare benefici al sistema finanziario elvetico, riducendo le incertezze legali relative a questa moneta dematerializzata.

Il gruppo dei deputati pro-Bitcoin è guidato da Thomas Weibel e vorrebbe creare certezze anche con riferimento ai controlli monetari a cui dovrebbero soggiacere, nonché sulle misure fiscali, come l’imposizione dell’IVA.

Per Luzius Meisser, presidente dell’Associazione Bitcoin Svizzera, si tratterebbe di un’ipotesi rivoluzionaria, perché eliminerebbe le incertezze legali che ancora oggi esistono nel paese (in realtà, in tutto il pianeta), riguardo a come trattare tale investimento.

 

La UE è restrittiva: limiti e tasse sui Bitcoin

Il problema è se i Bitcoin possano e debbano essere tassati, una volta riconosciuti come asset. Sul punto, l’Unione Europea sembrerebbe spingere per due ipotesi: restringere il campo di utilizzo dei Bitcoin, sulla base delle recenti prese di posizione dell’Eba (European Banking Authority), l’autorità di regolamentazione del settore bancario; imporre sugli investimenti nella moneta digitale l’IVA e/o una tassa sui capital gains.

L’Eba ha avvertito sui rischi derivanti dal possesso, la compravendita e il commercio di Bitcoin, come i numerosi furti informatici, in qualche caso anche superiori al milione di dollari, o come la chiusura senza preavviso delle piattaforme su cui avviene il trading. Le fa eco il commissario al Mercato, Michel Barnier, che ha affermato di sostenere l’azione dell’Eba per un’azione informativa in favore dei consumatori sui rischi della moneta digitale.

E in Europa, ma fuori dalla UE, la Norvegia potrebbe essere il primo paese a trattare ufficialmente i Bitcoin sul fronte fiscale, perché spiega il direttore generale della tassazione, Hans-Christian Holte, che non possono essere considerati come moneta, ma potrebbero essere sottoposti a una tassazione sui capital gain, configurandosi come asset.

Pochi giorni fa, una cosa simile è stata affermata dalla People’s Bank of China, che ha definito i Bitcoin un “prodotto finanziario digitale”. Per una normativa comune nella UE ci vorrebbe l’intervento della Commissione europea, che potrebbe arrivare presto.

 

A Helsinki il primo ATM Bitcoin

Intanto, è stato installato in Europa il primo ATM per i Bitcoin, esattamente alla stazione centrale di Helsinki, in Finlandia, dove quotidianamente passano circa 200 mila persone, uno dei posti più affollati della capitale. 

E BitPay Inc, il corrispondente di Paypal per i Bitcoin, ha diramato alcune cifre entusiasmanti sulle potenzialità della cosiddetta “cripto-moneta”, parlando di una triplicazione delle transazioni dal mese di ottobre, schizzate a 100 milioni di dollari e con il numero dei dealers cresciuto del 50% a 15.500 unità in 200 paesi.

Facile capire come le banche centrali inizino a temere non certo i rischi per i consumatori, quanto quelli derivanti dalla perdita del controllo su flussi crescenti di capitali.

 

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