Bitcoin esperimento sociale e non solo per le “criptovalute”: capiremo se il corso legale basti a diffondere l’uso di una moneta

La decisione di El Salvador di imporre il corso legale per la moneta digitale rivelerà al mondo se ciò sia sufficiente alla sua diffusione per i pagamenti.

di , pubblicato il
L'esperimento Bitcoin in El Salvador

Nei giorni scorsi, El Salvador ha adottato formalmente Bitcoin come valuta a corso legale. Significa che i cittadini potranno usarlo per pagare le tasse e scambiare beni e servizi. E nessuno può rifiutarsi di accettarlo in pagamento. Lo stato centramericano usa da molti anni il dollaro USA come sua moneta domestica. La banca centrale nemmeno stampa più colon, al fine di preservare la stabilità dei prezzi e attirare gli investimenti dall’estero. La “criptovaluta”, dunque, affiancherà il biglietto verde tra le forme di regolamento degli scambi interni.

Ma il fatto che Bitcoin sia diventata una valuta a corso legale non significa automaticamente che il suo uso si diffonderà per i pagamenti. Abbiamo già notato come la sua estrema volatilità lo renda un asset improbabile a tale scopo. Chi accetterebbe come pagamento una valuta con elevate probabilità di deprezzarsi subito dopo? E chi la userebbe per pagare, quando potrebbe tenerla in portafoglio e sperare di rivenderla a prezzi molto più alti?

Gli occhi del mondo saranno rivolti a questa piccola repubblica latinoamericana con soli 6,5 milioni di abitanti. L’eventuale successo o flop dell’iniziativa avrebbe conseguenze dirompenti sull’atteggiamento che i governi e gli stessi mercati avranno riguardo alle “criptovalute”. Se bastasse imporre il corso legale ai Bitcoin per diffonderne l’uso, molti governi alle prese con problemi di iperinflazione e instabilità del cambio potrebbero imitare l’esperimento salvadoregno. D’altra parte, governi e banche centrali del mondo avanzato aumenterebbero i loro sospetti circa l’adozione di un asset potenzialmente concorrente alle loro valute e limitativo dell’efficacia delle loro politiche monetarie e fiscali.

Bitcoin nelle economie emergenti

In altre parole, se davvero Bitcoin fosse una potenziale valuta globale concorrente al dollaro, l’euro, yen, sterlina, etc.

, Federal Reserve, BCE, etc., dovrebbero prestare maggiore attenzione a preservare la fiducia sui mercati e gli stessi governi dovrebbero limitare il loro indebitamento per non mettere in fuga i capitali verso un’alternativa alla portata di tutti. Le “criptovalute” sarebbero percepite come una grossa minaccia reale al potere politico e decisionale delle istituzioni.

Ed esistono numerose economie emergenti interessate da problemi di cambio. Lo Zimbabwe non ha una sua valuta autonoma dal 2009. Negli ultimi anni, ha cercato di emetterne una nuova sotto mentite spoglie, ma la sfiducia dei cittadini è stata così diffusa ed elevata, che il valore dei biglietti è precipitato in breve tempo, scatenando l’alta inflazione. La Nigeria è a corto di riserve valutarie e tiene il naira sopravvalutato per non innescare aumenti incontrollabili dei prezzi interni. Ma la sua economia sta sfarinandosi a causa di queste politiche insostenibili, tanto che la banca centrale ha da poco vietato il trading dei Bitcoin per arrestare sul nascere la corsa verso questo asset.

E poi abbiamo stati al collasso economico e finanziario come il Libano. Qui, il cambio di mercato è una frazione di quello ufficiale. Beirut sta percorrendo la stessa strada verso il disastro del Venezuela. A Caracas, i Bitcoin sono stati prima messi al bando dal regime “chavista”, dopo imitati con il lancio di una moneta pubblica virtuale di nome Petro e successivamente ancora tollerati per le opportunità che offrirebbero nell’aggirare le sanzioni finanziarie americane. Se il laboratorio El Salvador esitasse risultati positivi sulla diffusione dei Bitcoin come mezzo di pagamento, questione di tempo e altri governi ne seguirebbero le orme. Ma sembra altamente improbabile che il mercato accetti, pur in forza di una legge, che un asset instabile e dalla scarsa credibilità possa trasformarsi in un’alternativa al dollaro, valuta di riserva globale.

[email protected] 

Argomenti: , , , ,