Bitcoin, dietro al nuovo boom sopra $8.000 ci sono i russi o gli americani?

I Bitcoin hanno guadagnato quasi un quarto del loro valore in appena una settimana. Cosa c'è dietro questo inatteso boom?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I Bitcoin hanno guadagnato quasi un quarto del loro valore in appena una settimana. Cosa c'è dietro questo inatteso boom?

Dopo avere perso i due terzi del valore in appena 100 giorni, i Bitcoin sono risaliti di prezzo ai massimi da oltre due settimane, venerdì scorso, sfiorando gli 8.200 dollari e segnando un aumento di quasi il 24% in appena 7 giorni. Ci si è interrogati sul significato di questo boom, che può essere interpretato in vari modi. A molti non è sfuggito che la ripresa abbia coinciso con i giorni caldi delle tensioni tra Russia e Occidente sull’annuncio via Twitter del presidente americano Donald Trump di un attacco militare contro il regime siriano di Bashir al-Assad, preceduto dalla comminazione di nuove sanzioni contro decine di oligarchi vicini al Cremlino. Il rublo è crollato fino a un massimo dell’11% sui mercati, salvo recuperare nelle ultime due sedute della scorsa settimana. Considerando l’indebolimento apparentemente inspiegabile del franco svizzero, porto sicuro contro le tensioni geopolitiche, sarebbe in atto un rimpatrio dei capitali da parte di svariati magnati russi, cosa che spiegherebbe la ripresa del rublo, ma anche dei Bitcoin, segno che diversi disinvestimenti russi in Occidente starebbero traducendosi nel riversamento di nuovi flussi di denaro sulle “criptomonete”, al fine di mettere al riparo i capitali da possibili ulteriori sanzioni dei governi.

Se così fosse, sarebbe il riconoscimento che i Bitcoin non solo non sarebbero morti, ma forse assumerebbero persino un ruolo preminente nei casi di tensioni tra stati o all’interno di essi. In America, però, esiste anche un’altra interpretazione e che ha a che fare con la data del 17 aprile. Quel giorno, scade il termine per presentare la dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti americani. E se dal 20 marzo al 6 aprile, le quotazioni avevano perso circa il 10% sulla presunta necessità di molti di liquidare gli assets, in previsione della scadenza fiscale, adesso sarebbe tempo di reinvestire, visto che chi ha dovuto vendere per monetizzare lo avrebbe già fatto.

Dunque, la ripresa dei Bitcoin potrebbe essere contingente, anche se la prima spiegazione avvicinerebbe la moneta digitale più famosa al mondo alle caratteristiche dell’oro, ovvero l’asset svolgerebbe il ruolo di porto sicuro per gli investimenti nelle fasi critiche. Nel secondo caso, sarebbe semplicemente la constatazione di una correlazione con fattori istituzionali, come il pagamento delle tasse.

L’oro scende e Bitcoin risale, c’è correlazione?

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Argomenti: Bitcoin

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