Bitcoin, come funziona la moneta virtuale anti-crisi

La BCE rassicura sui rischi, ma il sistema bancario teme la concorrenza di Bitcoin, la moneta creata in Rete. In un mese il suo valore di è triplicato. Ecco come acquistare Bitcoin.

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La BCE rassicura sui rischi, ma il sistema bancario teme la concorrenza di Bitcoin, la moneta creata in Rete. In un mese il suo valore di è triplicato. Ecco come acquistare Bitcoin.

Si chiama Bitcoin ed è la moneta digitale che ultimamente tutti vogliono comprare. Creata nel 2009 da un internauta anonimo, ieri l’altro il valore di un bitcoin ha toccato i 105 dollari, quando soltanto un mese fa si attestava a 33 dollari. E lo scorso autunno, quando per la prima volta la BCE ha relazionato sul fenomeno, la divisa digitale valeva appena 10 dollari USA.

 

Bitcoin cosa sono?

Ma cos’è di preciso Bitcoin? Si tratta di una moneta non cartacea e neppure di metallo, non viene emessa da una banca o coniata dalla zecca di qualche stato. Si crea in Rete, al ritmo di 25 unità ogni 10 minuti (era di 50 Bitcoin ogni dieci minuti, per i primi quattro anni) e il valore è determinato nello stesso lasso di tempo da un algoritmo complesso, ma noto a tutti. Il sistema è gestito da un gruppo di esperti informatici e consente ai detentori di scambiare beni e servizi in Rete, attraverso il noto sistema del “peer to peer”, cioè una sorta di “file-sharing”, come avviene con eMule, ad esempio, per lo scambio tra privati di file musicali o visivi.

 

Come comprare Bitcoin

In pratica, si scarica un software e si crea un account online, dove è possibile scambiare le divise tradizionali (euro, dollaro, sterlina, etc.) con i Bitcoin, secondo il valore fissato in quel momento dall’algoritmo. E’ sempre possibile l’operazione inversa, ossia passare da un Bitcoin a una divisa tradizionale. Una volta avvenuta la conversione, si possono comprare beni e servizi, grazie all’uso di un codice crittografico, che determina la proprietà della moneta sul conto. Il sistema prevede che dal 2017 in poi, il conio della nuova moneta avvenga a un ritmo dimezzato di quello attuale e così sempre ogni 4 anni, mentre il processo di creazione dovrebbe arrestarsi nel 2030 e il sistema giungere a nell’anno 2140.

L’uso dei Bitcoin sta vivendo una vera stagione di boom, a causa della fuga di molti risparmiatori dalle banche, in grave crisi di credibilità, specie dopo i casi di Grecia, Spagna e Cipro.

Le operazioni di compravendita avvengono in condizioni di anonimato quasi assoluto, per quanto tracciabili. Tanto che negli ultimi mesi, l’uso dei Bitcoin si è affiancato stabilmente all’accredito su Paypal, all’utilizzo di bancomat e carte di credito e dei bonifici bancari.

 

Investire in Bitcoin: convenienza ma anche tanti rischi

Il Bitcoin è, quindi, diventato quasi un nuovo bene rifugio, come lo è tradizionalmente l’oro o in parte il dollaro statunitense in periodi di crisi. Tuttavia, a dovere dissuadere dal ricorso acritico a questa nuova forma di scambio è la forte fluttuazione del suo valore. In un solo mese, è avvenuta una crescita del 200%, lasciando temere che con la stessa velocità possa verificare anche un ipotetico crollo.

Ad oggi, i governi non hanno lanciato un vero allarme sul fenomeno, ma nessuno potrebbe affermare senza remore che prima o poi qualche stato non sancisca l’illiceità del fenomeno, mettendo i Bitcoin fuori legge. In realtà, i creatori di questa nuova moneta digitale hanno già avviato contatti con le autorità di controllo americane, al fine di regolarizzare la valuta e renderla definitivamente uno strumento accettato legalmente e senza dubbio alcuno in territorio USA. Il costo del controllo sarebbe, però, di 25 milioni di dollari all’anno, cifra forse sostenibile, dato che già oggi gli 11 milioni di Bitcoin in circolazione creano un giro di affari di circa un miliardo di dollari, mentre nel 2030 sarà raggiunta la quota massima prevista di 21 milioni di unità in rete.

Per quanto il fenomeno non dovrebbe essere minimizzato nei suoi rischi di creazione di una bolla speculativa, esso riflette sostanzialmente la difficoltà del mercato di attingere alla liquidità per le operazioni quotidiane e di fare ricorso al circuito bancario, oggi più che mai considerato poco affidabile. Una garanzia è anche offerta dal ritmo contenuto e già prestabilito per la creazione di nuova moneta, che col tempo rallenterà, stabilizzandone, quindi, presumibilmente le quotazioni. Se poi anche le autorità di controllo degli USA accetteranno di sottoporre i Bitcoin al loro controllo, la fiducia verso tale strumento sarebbe destinata a crescere repentinamente.

Nelle scorse settimane, qualche azienda americana ha iniziato a chiedere ai propri dipendenti se vogliono farsi pagare parte dello stipendio in BItcoin, cosa che si sarà trasformata in un grande affare per quei pochi che avranno accettato, visti i tassi di rivalutazione della moneta in Rete.

Un concorrente temibile per le banche, uscite con le ossa rotte dalla crisi dei subprime del 2008 e che vedono adesso la nascita di un circuito alternativo di creazione di moneta, per quanto allo stadio incipiente.

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