Bitcoin a +123% quest’anno, quali previsioni per il 2017?

I prezzi dei Bitcoin sono esplosi di quasi il 125% quest'anno. E nel 2017 cosa potrebbe accadere?

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I prezzi dei Bitcoin sono esplosi di quasi il 125% quest'anno. E nel 2017 cosa potrebbe accadere?

Nuovi record per i Bitcoin, che ieri hanno oltrepassato i 930 dollari, esibendo guadagni superiori al 123% per quest’anno, avendo esordito a 430 dollari l’1 gennaio scorso. Non siamo ancora ai massimi storici di oltre i 1.200 dollari del novembre 2013, ma la moneta digitale sta diventando sempre più interessante sotto il profilo dell’investimento, avendo performato meglio di ogni altra categoria di asset nel 2016, quando sembrava in declino.

E, invece, tra tensioni geo-politiche e fibrillazioni sui mercati finanziari, ha più che raddoppiato il suo valore in meno di dodici mesi.

Cosa sta spingendo i Bitcoin? Senz’altro, negli ultimi tempi sta incidendo parecchio l’elezione di Donald Trump alla presidenza USA, che fa intravedere un cambio di passo della nuova amministrazione in fatto di rapporti con il resto del mondo, attesi in peggioramento con Cina e Messico. (Leggi anche: Bitcoin, boom prezzi: cosa li spinge?)

Il caso della Cina

Pechino è attraversata da ingenti deflussi di capitali da oltre un anno. Nel solo terzo trimestre del 2016 sono fuggiti dalla seconda economia mondiale più di 200 miliardi di dollari, riducendo le riserve valutarie a poco più di 3.000 miliardi, in calo di circa 600 miliardi dall’agosto dello scorso anno.

Il cambio tra yuan e dollaro è scivolato del 6,5% a quasi 7 quest’anno, ma gli analisti stimano che possa indebolirsi ulteriormente nel 2017. Proprio queste aspettative pessimistiche sullo yuan, ai minimi da 8 anni e mezzo, starebbe spronando gli acquisti di Bitcoin da parte degli investitori cinesi. La Cina è il mercato più liquido dei 14 miliardi di valore di questa moneta digitale nel mondo. (Leggi anche: Bitcoin, prezzi ai massimi da quasi 3 anni)

 

 

 

 

E nel 2017?

Anche India e Venezuela stanno contribuendo a risollevare le sorti dei Bitcoin. Entrambi i paesi hanno di recente ritirato dalla circolazione le banconote dal taglio più elevato, pari rispettivamente all’86% e al 48% del contante disponibile. E nel paese sudamericano risultano esplose del 400% le ricerche sui Bitcoin, nel corso della scorsa settimana, mentre nel sub-continente asiatico sarebbe raddoppiati gli investimenti nella moneta digitale, pur restando relativamente bassi.

Resta da vedere quanto questi singoli accadimenti, dalla natura presumibilmente transitoria (meno per la Cina), possano influire sul trend dei Bitcoin nel 2017. In generale, la presidenza Trump dovrebbe provocare diversi cambiamenti geo-politici, in grado di influire sull’andamento dei mercati e, quindi, anche di asset alternativi come la “criptomoneta”. Inoltre, non mancheranno nuove tensioni nei mesi prossimi, come i diversi appuntamenti elettorali nell’Eurozona (Olanda, Francia, Germania e forse Italia), con probabile nuova corsa agli acquisti di Bitcoin. (Leggi anche: Investire in oro o Bitcoin?)

 

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