Bialetti in crisi: l’azienda della moka con i baffi vittima delle cialde, ecco cosa rischia

Bialetti, la storica azienda della moka, è in crisi. Ecco le ragioni e cosa rischia.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Bialetti, la storica azienda della moka, è in crisi. Ecco le ragioni e cosa rischia.

Periodo nero per Bialetti; il noto marchio dell’omino con i baffi ha annunciato debiti per 40 milioni di euro a causa dei consumi in contrazione e una situazione finanziaria non proprio rosea.

Bialetti soccombe alle cialde ed è crisi

Il gruppo del caffè all’italiana sta soccombendo a cialde e capsule e il suo futuro sembra incerto. L’azienda ha annunciato di aver chiuso il semestre con una perdita di 15,3 milioni di euro, ricavi in calo del 12% e un rosso di 1,6 milioni. Si punta ora ad una ristrutturazione complessiva del debito, grazie al fondo Och-Ziff Capital, ma la situazione appare drammatica.

La situazione di Bialetti è stata spiegata anche in un comunicato stampa in cui si precisa che: “si registra una liquidità di 520mila euro, debiti per 40 milioni, molti dipendenti non sono stati pagati  e il gruppo vanta debiti per stipendi per 590 mila euro”.

Colpa anche della contrazione dei mercati

Questa fase nera per lo storico marchio sembra dovuta principalmente alla situazione di contrazione dei mercati e una situazione finanziaria che ha portato a ritardi gravi nella produzione, approvvigionamento e consegne. Si mormora però di una crisi aziendale già avanzata e causata anche dall’avanzamento di nuovi sistemi per fare il caffè alternativi alla moka, parliamo di cialde e capsule, che sembrano essere gradite da sempre più persone. A rimetterci dunque la ben nota moka di Renato Bialetti, che da decenni fa parte a pieno titolo delle famiglie italiane.

La moka Bialetti nasce negli anni ‘30 da un’idea di Renato Bialetti. Per anni la produzione rimane artigianale con 70 mila pezzi fino all’arrivo della tv e del Carosello che danno una spinta importante per il gruppo, raffigurata dall’immagine dell’omino con i baffi. Negli anni ‘90 viene ceduta ai Ranzoni di Rondine ma la moka rimane un simbolo del caffè italiano. Ad oggi, la rivoluzione delle cialde e delle capsule ha cambiato nettamente il mercato, a rimetterci anche Bialetti che ha dovuto fare i conti con la realtà e accettare quei conti in rosso che ora mettono a rischio la continuità aziendale.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici