Bernanke rassicura: la Fed non ridurrà gli acquisti di bond

Le indiscrezioni sul discorso che Bernanke pronuncerà dinanzi al Congresso Usa non sembrano lasciare spazio agli equivoci. Sul QE3 si torna alle origini

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Le indiscrezioni sul discorso che Bernanke pronuncerà dinanzi al Congresso Usa non sembrano lasciare spazio agli equivoci. Sul QE3 si torna alle origini

Il passo indietro del presidente della Fed Bernanke si può dire oramai completo. Il numero uno della Federal Reserve, infatti, ha affermato che la banca centrale Usa non è pronta a prendere in considerazione una possibile riduzione degli acquisti di bond sul mercato. Un’espressione che, a differenza delle altre volte, non sembra lasciare spazio a fraintendimenti. Il percorso del  quantitative easing 3 proseguirà normalmente adattandosi a quelli che saranno gli sviluppi dell’economia Usa. Nessuna riduzione quindi, ma anzi anche un possibile incremento, laddove questa mossa fosse necessaria (La FED in preda alla confusione, Bernanke torna nuovamente sul QE3)

Le parola del numero uno della Fed Bernanke (che alla luce della precisazione odierna sembra ora lasciar intendere una riconferma del vecchio orizzonte temporale del 2015, anno più volte indicato come termine massimo dell’attuale politica monetaria) hanno comunque tranquillizzato un mercato che nelle ultime settimane ha spesso guardato agli Usa per conoscere le intenzione della Fed. 

Le indiscrezioni sulle intenzioni del numero uno della banca centrale americana sono state rese note poco fa dai media d’Oltre Oceano e sono il succo del discorso che Bernanke terrà dinanzi al Congresso alle ore 10 locali. Nessun progressivo tapering quindi ma solo la riconferma della duttilità del QE3. Lo scenario di fondo è sempre solito: inflazione Usa sotto al 2% e un tasso di disoccupazione che non dovrebbe superare il 6,5% mentre attualmente è al 7,6%. Una percentuale troppo alta per poter indurre la FED ad avviare il tapering. Ma questo era già noto da tempo. 

 

 

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