Berlusconi vuole un’eterna alleanza con il PD. Ecco perchè il PDL ha abbassato i toni

Berlusconi lancia messi di amore eterno con Il Partito Democratico. Dietro il cambio dei toni politici del Cavaliere c'è la paura del PdL per un accordo tra il Pd e i dissidenti del M5S.

di Giuseppe Briganti, pubblicato il

Silvio Berlusconi è considerato l’azionista forte della maggioranza che sostiene il Governo Letta. In virtù del suo innegabile potere contrattuale ha avanzato – e continua ad avanzare – richieste che la maggior parte del Partito Democratico considera irrealizzabili o improbabili, come l’abolizione dell’Imu sulla prima casa per tutti (ricchi e non) e il non aumento dell’Iva. Più che richieste, in verità, sono dei veri aut aut gravidi di minacce (Decreto “del fare”, ecco tutte le novità adottate dal Cdm). Eppure in questi giorni stiamo assistendo a un passo indietro per quanto riguarda i toni. Ora più concilianti, ora assai più amichevoli. Berlusconi ieri ha dichiarato: “Questi provvedimenti (il decreto Fare ndr) sono in linea con il nostro sostegno convinto e leale a questo governo, che è espressione di un fatto storico: la collaborazione tra il centrodestra e il centrosinistra dopo lunghi decenni di contrasti anche aspri. Spero davvero che questa collaborazione possa durare e che il governo perseveri nei provvedimenti necesari per uscire dalla crisi”. Il Cavaliere parla in modo diverso. Perché?  

Berlusconi, il Pd e i dissidenti M5S

Dietro questo cambiamento c’è uno spettro che si aggira per il Parlamento: i dissidenti del Movimento 5 Stelle. Dopo il caso Gambaro pare che molti, tra senatori e deputati grillini, vogliano formare un gruppo autonomo. Si realizzerebbe, dunque, almeno sulla carta, quanto Bersani auspicava all’indomani delle elezioni politiche: la formazione di una pattuglia pentastellata favorevole a un governo del “cambiamento” con Pd e Sel. Va specificato che la scissione del M5s è un eventualità descritta solo da alcuni media nazionali e, a parole, smentita da un comunicato dei diretti interessati. Tuttavia, è bastato per mettere un po’ di paura addosso a Berlusconi, che ha visto profilarsi all’orizzonte un esecutivo il quale, oltre a essere del cambiamento, sarebbe decisamente anti-Cav. I grillini non hanno mai fatto mistero circa la volontà di mettere il leader del centrodestra alla porta. Inoltre, un alleanza ultra-sinistrorsa come Pd-Sel-M5s 2.0 (potremmo chiamarla così) metterebbe all’angolo il Pdl, già in affanno per il pessimo risultato alle amministrative.  

L’avvertimento dei democratici

Il M5s ha smentito una possibile scissione, sebbene, alla luce dello scontento che si vocifera serpeggi all’interno del gruppo parlamentare, si tratti di una eventualità non da scartare. Quello che di fatti ha spinto Berlusconi a lanciare dichiarazioni “zuccherose” al Pd – e intenti di amore fraterno – sono state alcune dichiarazioni possibiliste dei leader del Partito Democratico. Il segretario Epifani ha fatto intendere che sì, un nuovo governo potrebbe nascere. Lo ha fatto con poche parole ben assestate: “Un nuovo governo può nascere senza che muoia la legislatura”. Quello più chiaro è stato Bersani, che dai social network ha ricordato che il Pd sostiene le larghe intese per una questione di responsabilità e che un governo di cambiamento è sempre preferibile. Letta, dal canto suo, cerca di rafforzare l’operato del suo esecutivo e non dà adito alle sirene proveniente dalla parte dell’emicilo occupato dai grillini. Visto il suo ruolo istituzionale, non si può esporre più di tanto e quindi non è possibile intuire con certezza quale sia la sua idea in merito.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica

I commenti sono chiusi.