Berlusconi versione statista contro la Merkel: “il governo ingaggi un braccio di ferro con la Germania”

In un’intervista rilasciata alla stampa italiana, Berlusconi detta la linea della politica estera: sconfiggere la Merkel, è questo l’imperativo

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In un’intervista rilasciata alla stampa italiana, Berlusconi detta la linea della politica estera: sconfiggere la Merkel, è questo l’imperativo

Su Il Foglio di oggi 7 giugno campeggia l’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi. Per una volta tanto, non si è parlato di processi e toghe rosse, bensì di economia. Un argomento che sta a cuore a tutti e che disegna una scontro, ormai solo a livello comunitario, tra i fautori della continuità e chi propone una scossa. Berlusconi fa parte della seconda fazione. La sua opinione è che il Governo debba imporsi contro la Merkel, anche a costo di incrinare i rapporti con la Germania.  

Berlusconi Merkel: torna la tensione

Il Cavaliere ha utilizzato parole forti in occasione dell’intervista. Ha dapprima esposto la necessità di un cambio di marcia. Niente più austerity in Italia, occorre rimettere “in moto in forma decisamente espansiva il motore dell’economia”. Il leader del centrodestra non si fa illusioni: prima di cambiare, è necessario sconfiggere la Merkel: “Un’Italia che perde ancora peso e ricchezza oltre quello che ha già perso, pronta ad essere messa all’incanto con metodi egemonici da chi è in posizione di forza, non è una prospettiva accettabile. Bisogna che il Governo sappia con autorevolezza ingaggiare un braccio di ferro, senza strepiti ma con grande risoluzione”. Secondo Berlusconi l’Europa è davanti a un bivio: se non si porrà fine a questo scempio, l’architettura comunitaria collasserà, poiché i paesi cercheranno soluzioni in maniera autonoma.  

Interessi di uno, interessi di tutti

Ben venga l’appello del Cavaliere: siamo di fronte al raso caso in cui gli interessi di Berlusconi coincidono con gli interessi del paese. Ciò è vero dal punto di vista economico: la sua Mediaset è tra le multinazionali europee che più ha subito il peso dell’austerity merkel-montiana.

Lavorare per salvare la Mediaset, con mezzi leciti ovvio, significa in un certo senso salvare l’Italia. Questa strana convergenza tra interessi berlusconiani e interessi nazionali si sostanzia anche sul piano politico. Sono in molti a sospettare che Berlusconi non abbia una sua agenda politica ma che la plasmi di volta in volta in base all’opinione dell’elettorato. Esempio: nel 2012 l’Italia amava Monti, Berlusconi sosteneva Monti; a inizio 2013 l’Italia odiava Monti, Berlusconi ha realizzato una campagna elettorale principalmente contro Scelta Civica. Ebbene, questa volta le issue più funzionali all’attrazione di consenso coincidono con le issue che farebbero bene al paese. E dunque: anti-austerity, scetticismo verso “questa” Europa, sostegno all’occupazione e così via. Speriamo che l’appello di Berlusconi venga accolto. Anche perché la sua interpretazione è giusta. E’ necessario ingaggiare un braccio di ferro: la Merkel probabilmente non stravincerà le elezioni politiche tedesche di luglio, sicché si vedrà costretta a inasprire quel campanilismo che già da anni contraddistingue la sua politica. Tra i tedeschi è forte la percezione che stiano pagando le crisi degli altri. Cionondimeno, persino tra i grigi burocrati europei si sta affacciando l’ipotesi di abbandonare l’austerity, che ha palesemente fallito ed è stata sbugiardata anche teoricamente da alcuni economisti come Krugman.  

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