Berlusconi si candida alle europee e gli alleati lo scaricano: già pronta la fuga da Forza Italia

Il centro-destra scoppiato si raduna in tre feste diverse e l'unica certezza è che nessuno vuole più sottostare a Berlusconi, che torna a correre per le europee per porre fine con dignità alla sua parabola politica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il centro-destra scoppiato si raduna in tre feste diverse e l'unica certezza è che nessuno vuole più sottostare a Berlusconi, che torna a correre per le europee per porre fine con dignità alla sua parabola politica.

Un fine settimana denso di appuntamenti politici quello trascorso. Tutte le tre formazioni del centro-destra hanno tenuto la loro “festa”. C’è stata quella di Fratelli d’Italia ad Atreju, Roma; di Forza Italia a Fiuggi e della Lega in provincia di Udine. E il quadro che è emerso nitido è uno: la coalizione non esiste più, semmai solo il tentativo patetico del suo ex leader Silvio Berlusconi di far passare il messaggio di essere ancora decisivo per gli equilibri politici nazionali e locali. Parlando ai suoi sostenitori, l’ex premier ha invitato il vice-premier Matteo Salvini a rompere al più presto con il Movimento 5 Stelle, che ha definito “un pericolo peggiore persino di quello comunista” e che attenderebbe alle libertà degli italiani, propinandoci tra l’altro il ritorno alle nazionalizzazioni. E inevitabile l’annuncio: “correrò per le elezioni europee”, perché spiega che “tutti me lo chiedono”. A una quarantina di chilometri, Giorgia Meloni ospitava Steve Bannon, l’ideologo che sta dietro alla vittoria inattesa di Donald Trump alle presidenziali americane di due anni fa e che ha lanciato il suo “Movement”, un movimento di stampo sovranista a cui hanno aderito proprio FdI e Lega di recente.

Presidenza Rai, il via libera di Berlusconi a Salvini su Foa passa per la pubblicità su Mediaset

Dal palco della manifestazione, l’ex ministro delle Politiche giovanili di fatto ha lanciato il superamento del suo stesso partito, aprendo a tutte le forze di centro-destra che non se la sentono di andare a confluire nella Lega. Di chi parliamo? Di pezzi di Forza Italia, tra cui il governatore ligure Giovanni Toti, non a caso presente ad Atreju, nonché le anime vagabonde sparse nella coalizione, tra cui i solitari Raffaele Fitto, Magdi Allam, Vittorio Sgarbi e Udc. Obiettivo non dichiarato? Costituire un’aggregazione che risulti capace di affermarsi con percentuali non risibili, magari già alle europee del maggio prossimo, potendo semmai vantare un potere contrattuale reale nel caso di successivo ingresso nella Lega di Salvini. E Forza Italia? Abbandonata al suo destino, quello di alter ego del PD tra i “moderati”.

Elezioni europee come uscita di scena onorevole per Berlusconi

Eppure, Berlusconi sarà costretto a correre per le europee per non restare solo con Antonio Tajani da qui a fine legislatura e già nei prossimi mesi. Quel “tutti” che gli chiederebbero di candidarsi non fa riferimento a fantomatici militanti, quanto dirigenti disperati per il pesante flop a cui Forza Italia andrebbe incontro nel caso in cui nemmeno il leader scendesse ancora in campo in loro sostegno. Che si tratti di una scelta disperata lo conferma il lieve malore accusato dall’82-enne Cavaliere subito dopo il suo discorso, a causa di un abbassamento di pressione. Prima, aveva avuto modo di pizzicare Salvini, che dal Veneto aveva rassicurato il suo popolo sulle intese “solo locali” con Berlusconi. E pensare che la domenica prima tra i due era stata siglata la tregua ad Arcore, con il ministro dell’Interno a garantire la tenuta dell’alleanza per le regionali prossime e rassicurando sul fatto che Mediaset non verrà colpita da provvedimenti legislativi dei grillini.

Berlusconi e l’abbraccio mortale con l’Europa che egli stesso odia(va)

Sarà divertente (si fa per dire) come i due “alleati” faranno campagna elettorale insieme per le regionali e al contempo si spareranno a vista su manovra ed Europa. Che Salvini e Berlusconi non possano stare più insieme lo hanno compreso essi stessi per primi, anche se ragioni di reciproco interesse spingono i due ad affermare il contrario. Il primo, per avere il tempo di masticarsi quel che resta del centro-destra fuori dalla Lega, il secondo per non rischiare che il governo giallo-verde danneggi le sue aziende. Parliamoci chiaro, a Berlusconi di rinvigorire Forza Italia frega poco meno di nulla, tenta semmai di fungere da trait d’union tra PPE e Salvini, avendo a sua volta garantito la cancelliera Angela Merkel sulla Lega. E lo fa per crearsi un ambiente favorevole per Mediaset, avendo chiaro come con i nuovi equilibri politici a Roma si richiedano coperture “sovranazionali” per non soccombere ad eventuali misure punitive pentastellate. E’ probabile che uscirà definitivamente di scena dopo il rinnovo dell’Europarlamento, quando l’allontanamento a Strasburgo gli consentirà di dedicarsi formalmente a questioni lontane da Roma e di porre fine con dignità a un quarto di secolo vissuto quasi per intero da indubbio protagonista. Quello di ieri è stato il canto del cigno, non l’ennesima rinascita di un’Araba Fenice.

[email protected]

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica, Politica italiana