Berlusconi annuncia la linea dura contro Renzi e prepara il Partito Repubblicano

L'ex premier Silvio Berlusconi ribadisce l'impegno a creare in Italia un Partito Repubblicano, che metta insieme tutte le anime del centro-destra e assicura un'opposizione dura al governo Renzi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'ex premier Silvio Berlusconi ribadisce l'impegno a creare in Italia un Partito Repubblicano, che metta insieme tutte le anime del centro-destra e assicura un'opposizione dura al governo Renzi.

Silvio Berlusconi sembra intenzionato a tornare in campo, dopo un anno e mezzo trascorso tra la libertà vigilata e i servizi sociali, in seguito alla condanna dell’estate 2013 per il caso Mediatrade. Lo fa con un tour in Puglia, una delle regioni in cui il centro-destra si presenta diviso e con poche probabilità di scavalcare nei consensi il candidato del PD, Michele Emiliano. Forza Italia e Lega Nord sostengono Adriana Poli Bortone, donna di Fratelli d’Italia, che ha scelto di candidare insieme a Raffaele Fitto (Forza Italia) e Ncd Francesco Schittulli. Regna una grande confusione nella coalizione, tanto che non si esclude il dissolvimento di Forza Italia dopo le elezioni regionali, quando i risultati tremendi che attenderanno il partito dovrebbero portare alla fuoriuscita dei “fittiani” da un lato e dei parlamentari vicini a Denis Verdini dall’altro. I primi chiedono un’opposizione dura e riconoscibile contro il governo Renzi, i secondi propongono un dialogo a tutto campo con il premier.   APPROFONDISCI – Berlusconi assolto sul caso Ruby torna in campo e il PPE lo benedice, cosa cambia da oggi?   Berlusconi avrebbe scelto la prima linea, ma il rapporto con l’ex pupillo Fitto è ormai del tutto logoro. Per questo, propone la nascita del Partito Repubblicano, che i dirigenti di Forza Italia assicurano non sarà una riedizione del PDL, il cui fallimento politico ha decimato il centro-destra. E Giovanni Toti, candidato governatore in Liguria, nonché consigliere politico dell’ex premier chiarisce che si terranno le primarie per decidere chi sarà il leader. Nelle intenzioni dell’ex premier, il nuovo soggetto politico, che dovrebbe prendere spunto dal modello americano e per cui sono stati ingaggiati consulenti in arrivo dagli USA, dovrebbe aggregare tutte le formazioni e le singole individualità che si riconoscono nel centro-destra. Dunque, sarebbe aperto allo stesso Matteo Salvini, che ha segnalato la volontà di giocarsi una partita autonoma dal resto della coalizione. Per Berlusconi, però, il “no” opposto con nettezza dagli alleati sarebbe solo frutto del clima elettorale, destinato a tramutarsi in un “sì”, dato che con l’Italicum si rischierebbe altrimenti di mandare al ballottaggio Renzi e Grillo.   APPROFONDISCI – Niente Partito Repubblicano per Berlusconi, no da Salvini e Meloni. Fitto: e le primarie?   Quanto alle prospettive più immediate, l’unica apparente certezza è che quel che sarà di Forza Italia dopo le elezioni regionali ingaggerà una battaglia dura contro il governo Renzi, finalizzata a ricompattare le truppe della coalizione e a rinvigorire un elettorato molto deluso dalla linea ondivaga del partito nell’ultimo anno. Se fosse vero, il governo sarebbe sottoposto a una prova di fuoco, stretto da una minoranza del PD in “guerra” aperta con il premier e un’opposizione meno forte sui numeri, date le prevedibili fuoriuscite, ma più compatta e pronta a mettere in difficoltà la maggioranza al Senato, dove il centro-sinistra è meno forte.   APPROFONDISCI – La minoranza PD promette a Renzi un ‘Vietnam’ al Senato dopo l’Italicum

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Argomenti: Politica